Qual è il tuo film di Natale preferito?

Io adoro i film di Natale. Mi piace il Natale, mi piacciono le lucine e i regali, lo shopping compulsivo, il torrone, il panettone, il pandoro e perfino il presepe. Mi piacciono le tombolate e l’odore di frittura sui vestiti, le bucce di mandarino sulle cartelle della tombola e le case addobbate di rosso e verde.

Qualche giorno fa ho chiesto ai miei contatti su Facebook se avevano voglia di condividere con me il loro film di Natale preferito.

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Questa è la lista che ne è venuta fuori. Continua a leggere

Quanta è bella la lingua americana

Ieri mi sono ritrovato a spiegare ad un amico il significato di una frase che stava in una gif con Bruce Willis. Gli ho raccontato che alcuni termini gergali americani sono difficilmente traducibili in italiano. Mi sono tornate in mente alcune chiacchiere che facevo qualche anno fa con i miei colleghi americani quando andavo a trovarli a Sacramento, in California.

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La lingua americana è bella e agile come il suo popolo, è una lingua pragmatica e densa. Quando gli americani hanno bisogno di una parola se la inventano. Hanno poi il vantaggio di appoggiarsi ad una diffusa cultura popolare in continua evoluzione, ma accessibile a tutti. In America le storia nascono e si diffondono velocemente, la mitologia popolare cresce ogni giorno e la lingua può usare tutto questa ricchezza per creare parole o espressioni nuove. Vi faccio un po’ di esempi:

Redneck: letteralmente significa “collo rosso”, ma in realtà rappresenta una tipologia di persona, sono i bianchi del sud, che vivono negli stati del Sud, in zone periferiche e poco industrializzate. Il Redneck tipico è bianco, quando sta troppo tempo al sole si scotta e perciò ha il collo rosso.

Soccer mama: una mamma che passa gran parte del suo tempo in famiglia a prendersi cura dei figli. L’espressione fa riferimento all’abitudine dei bambini e delle bambine americane di giocare a calcio (soccer) nel fine settimana. Le “soccer mama” sono quelle mamme che accompagnano i figli alla partita di calcio e mentre questi giocano organizzano una merenda o un buffet sul bordo del campo. Nel 2004 mi trovavo in America quando ci fu il dibattito tra i due candidati alla vicepresidenza, Joe Biden e Sarah Palin. Ad un certo punto Palin disse che il suo partito si sarebbe preso cura della “hockey mama”. Il giorno dopo mi spiegarono che Sarah Palin era governatrice dell’Alaska e lì non si gioca a calcio, ma ad hockey.

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un redneck

 

Gunshot marriage: diciamo che si tratta di un “matrimonio riparatore”, ma con una sfumatura leggermente diversa. L’espressione, infatti, fa riferimento al fucile (il gunshot) che il padre della sposa tiene ben poggiato sulla schiena del futuro marito mentre questo si avvia verso l’altare.

Zampruedering: fare “zaprueder” significa prendere un video e analizzarlo in ogni singolo dettaglio, fotogramma per fotogramma. Il termine deriva da Abraham Zapruder, la persona che nel 1963 girò il video dell’attentato che portò alla morte di John F. Kennedy. Il video di Zapruder è stato negli anni analizzato in ogni suo dettaglio per studiare la dinamica dell’attentato a Kennedy.

Ogni espressione ha una sua piccola storia, e quasi sempre le storie sono legate al contemporaneo. Anche solo spiegare il significato di queste espressioni apre le porte di infiniti racconti, un linguaggio che è anche un racconto di un popolo. La lingua americana è un piccolo universo linguistico che non può annoiare mai. Come fai a non volergli bene?

 

Akira e Ghost in the Shell 2: che filmoni!

Ho passato sabato e domenica sera a guardarmi due film di animazione giapponesi, Ho iniziato sabato con Akira e ho continuato domenica con Ghost in the Shell 2.

Akira è un film del 1988 di Katsuhiro Otomo. Quella di sabato sera sarà stata la quindicesima volta che l’ho rivisto. La prima volta fu una sera di estate quando, tornato da una vacanza studio, misi nel videoregistratore la videocassetta che avevo comprato in Inghilterra. Il film era in lingua originale sottotitolato in inglese. Ammetto che la prima volta capii bel poco della trama.

Da quella volta, ho visto e rivisto Akira e ogni volta capendone sempre un pezzettino di più. Per chi non lo sapesse Akira racconta la storia di due amici, Kaneda e Tetsuo. Kaneda è forte e carismatico mentre Tetsuo è un ragazzo più impacciato. Tetsuo viene sottoposto ad alcuni esperimenti e si trasforma in un essere potentissimo.

L’altro film che ho visto è il seguito di Ghost in the shell. Forse anche chi non è appassionato di cultura giapponese ha già sentito parlare di questo film grazie alla versione con Scarlett Johansson che è uscita quest’anno. Il ghost del titolo è l’anima degli esseri umani ma anche l’anima dei robot.

I due film sono uno completamente diversi l’uno dall’altro, non hanno niente in comune sia per stile grafico sia per tematiche… o forse no, forse entrambe le pellicole raccontano di cosa voglia dire essere persone, di cosa siano gli esseri umani? Non lo so. Akira continuo a cercare di capirlo, mentre Ghost in the Shell 2 non so bene che cos’è.

Però ci sono due dettagli che mi hanno colpito nei due film.

Il primo dettaglio è quando Tetsuo sta per essere inghiottito dalla sfera di energia gigante, durante le ultime scene di Akira. La sfera lo trascenderà, lo trasformerà in un essere di pura energia. Per gran parte del film Tetsuo è stato un personaggio cattivo, un ragazzo compromesso dal potere che lo ha reso malvagio e vendicativo. Tetsuo ha ucciso centinaia di persone, è stato un mostro, ma in questi ultimi istanti di umanità, prima di trasformarsi in un essere superiore, Tetsuo ha paura e si gira verso il suo amico vecchio amico Kaneda e chiede aiuto, e lo fa piangendo come un bambino.

L’altro dettaglio che mi ha colpito è nella trama di Ghost in the Shell 2. Il film racconta di alcuni robot che perdono il controllo e uccidono alcuni esseri umani. I robot dopo aver commesso questi omicidi sì distruggono, si suicidano. Questi Robot si chiamano ginoidi e sono bambole di compagnia, strumenti sessuali per uomini facoltosi. Il dettaglio che mi ha colpito è quando durante un dialogo veniamo a scoprire che queste ginoidi hanno una caratteristica diversa da tutti gli altri robot, una differenza che le rende adatte ad essere strumenti sessuali, una caratteristica che le rende molto più simili agli esseri umani e perciò più attraenti. Questi robot hanno l’anima.

Sia Akira sia Ghost in the Shell 2 si trovano su Netflix. Se non li avete mai visti, anche se pensate di non essere interessati ai cartoni animati giapponesi, ma se siete curiosi di vedere due bei film, profondi e per niente scontati, io ve li consiglio di cuore.

(quella qua sopra è la scena della parata di Ghost in the Shell 2, non è bellissima?)

Alien, Twin Peaks, Lost e i misteri irrisolti

La settimana scorsa ho ascoltato due podcast, uno dall’Italia e l’altro dalla Turchia, che avevano in comune il tema dei misteri irrisolti:

Outcast è una rivista online specializzata in videogiochi, ma che produce anche podcast dedicati al cinema e alla televisione. C. M. Kosemen è un disegnatore turco, specializzato in character design, che produce anche un podcast sulla cultura pop (non so come altro definirlo).

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Un esempio di character design di C.M. Kosemen

Partiamo da Kosemen. La sua recensione di Alien: Covenant è in realtà un pretesto per parlare di tutta la saga e sull’impatto che questi film hanno avuto sull’immaginario collettivo. La puntata è piena di spunti interessanti. Ad esempio, ad un certo punto, Koseman fa un’osservazione davvero intelligente sul perché gli ultimi film di Ridley Scott, Prometheus e Covenant, sono stati criticati per i tanti buchi di sceneggiatura. Continua a leggere

Un regalo per mia mamma

Tra poche ore sarà la festa della mamma e perciò vi faccio un regalo.

Sia ben chiaro, è un regalo di poco valore, roba da pochi centesimi.

Qualche mese fa ho voluto provare un servizio che si chiama StreetLib, è una piattaforma che permette di creare e pubblicare eBook.

StreetLib ha due cose belle: la prima è che c’è un editor gratuito molto bello e la seconda è che con un solo click si riesce a pubblicare il proprio libro in tutti i negozi online del mondo.

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Io ho fatto una prova e ho messo insieme un breve eBook che si intitola “Mia mamma mi voleva morto”. Si tratta in gran parte di materiale che ho già pubblicato qui, ma ci sono anche delle cosettine inedite. C’è anche una specie di finale.

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StreetLib non permette di pubblicare un libro in forma gratuita, perciò il libro lo trovate su tutte le piattaforme online ad un costo che varia da 49 a 99 centesimi.

Ma visto che è la festa della mamma, ho deciso di metterlo anche qua sul blog,

Cliccate qua per il PDF.

Se vi interessano altri formati tipo EPUB o MOBI, basta mandarmi una mail ad antonio.furno [chicciola] gmail.com.

Se lo scaricate, fatemi sapere cosa ne pensate, anche se ne pensate male.

Ciao mamma, buona festa.

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p.s. questi racconti non esisterebbero se non fosse stato per Emi Martignetti, Alfredo Martinelli, Maria Elena Napodano e Danila De Lucia. Per me è stato importante scriverli, grazie.

Roba bella da leggere, ascoltare e guardare (#8)

Lista aperiodica di roba bella che ho letto, podcast e video interessanti.

Se avete link a riviste, blog o podcast interessanti, lasciatemi un messaggio perché sono sempre alla ricerca di roba bella.

Berluscuteness

Pasqua è passata, ma Berlusconi è ancora con noi. Un bel pezzo di Prismo che affronta il tema della rivalutazioni di Berlusconi e della sua trasformazione in icona Pop.

Ma c’è un altro aspetto da considerare, ed è qui che entra in azione la Berluscuteness. Agendo in un contesto in cui esiste solo il presente, Berlusconi di colpo non è più l’uomo che negli anni si è reso protagonista di frasi come “In tre anni sconfiggeremo il cancro” o “Eluana Englaro può ancora avere dei figli”; non è più il politico che entra a Strasburgo o nei vertici internazionali e dà del kapò a Martin Schulz; non è più l’uomo delle leggi ad personam sotto i cui governi è esploso il debito pubblico; il Primo Ministro durante il G8 di Genova e che nel 2009 prometteva di ricostruire l’Aquila in pochi mesi. Disinnescando la critica, depotenziando lo ‘sguardo morale’ e annullando di fatto il giudizio di valore, Berlusconi è semplicemente un vecchietto che allatta un agnellino nella sua ultima evoluzione in difensore dei diritti degli animali. Un vecchietto che fa cose normali, ma che è comunque Silvio Berlusconi, ed è comunque estremamente riconoscibile, estremamente identificabile e fornisce quindi una variazione sul tema del romanzo della sua vita.

[il pezzo completo si legge su Prismo] Continua a leggere