La storia di Martha Mitchell e del Watergate

In questi giorni ho ascoltato la prima stagione di Slow Burn, un podcast in otto puntate che ricostruisce la storia del Watergate e dell’impeachment a Nixon.

Ci sono un sacco di storie poche conosciute al grande pubblico e personaggi poco noti al di fuori degli Stati Uniti. Tra questi personaggi c’è Martha Mitchell.

Martha era un personaggio famosissimo all’epoca, era la moglie di John Mitchell, uno degli uomini di fiducia di Nixon. John Mitchell era stato attorney general (una specie di ministro della giustizia) fino al marzo del 1972 e si era dimesso per diventare il responsabile del comitato per la rielezione di Nixon (il ’72 era anno di elezioni in America).

Martha Mitchell era un vero personaggio. Era una anticomunista sfegatata, era sempre presente nella pagine delle riviste di gossip, era famosa per le feste che organizzava e per la sua vita sociale. Era anche nota al grande pubblico per il suo “vizio” di parlare troppo con i giornalisti, la chiamavano “Mouth of South”, la bocca del Sud. Spesso tornava a casa la sera e si metteva a telefonare a qualche amico giornalista e passava le ore a telefono.

Nel giugno del ’72 Martha e John Mitchell volarono in California per una serie di eventi di raccolta fondi per la campagna di Nixon. Il 18 giugno John ricevette una telefonata da Washinghton che avrebbe cambiato la sua vita e quella di Martha.

La notte prima, nel complesso degli uffici del Watergate, una guardia di sicurezza aveva scoperto cinque persone che avevano fatto irruzione nel quartiere generale del partito Democratico. Negli uffici dei democratici erano state installate delle microspie qualche tempo prima, una di quelle microspie aveva smesso di funzionare e quelle cinque persone erano andate là quella notte per risolvere il problema tecnico. Quelle cinque persone lavoravano alle dipendenze dirette di John Mitchell e di altri membri del partito Repubblicano. Il presidente Nixon, cosa ancora più grave, era a conoscenza di questa operazione di spionaggio contro il partito di opposizione.

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Tutto questo però si sarebbe scoperto solo due anni dopo. Nel giugno del ’72 la notizia dei cinque scassinatori del Watergate era una notizia minore.

John Michell però era consapevole del rischio che stavano correndo e delle possibili ripercussioni su Nixon, la presidenza degli Stati Uniti e la campagna elettorale. Perciò lasciò Martha in California e tornò a Washington.

Ma John conosceva molto bene Martha e sapeva che in un momento così delicato andava tenuta sotto controllo. Perciò le assegnò una guardia del corpo, Steve King, un ex agente dell’FBI. John Mitchell ordinò a King di tenere sotto controllo Martha, di impedirle di telefonare e di leggere i giornali.

Martha però riuscì lo stesso ad ottenere un giornale e venne a sapere del Watergate. Scoprì così che uno dei cinque scassinatori era una persona che lei conosceva, si chiamava James McCord e lavorava per suo marito. McCord era stato una guardia del corpo di Martha e l’autista di sua figlia. Martha sapeva che c’era un legame tra il Watergate e l’amministrazione Nixon.

Martha era una brava persona, perciò decise di chiamare un suo amico giornalista e di raccontare tutto. Mentre Martha era a telefono, però, arrivò King, le tolse la cornetta dalle mani, afferrò il telefono e lo strappò via dal muro. Martha protestò, cercò di scappare, ma l’ex agente dell’FBI la bloccò e la chiuse a chiave in una stanza dell’albergo dove risiedevano. Martha continuò ad urlare e a protestare. Dopo un po’ arrivo un dottore che sedò Martha, che alla fine dovette arrendersi.

Dopo qualche giorno, quando John Mitchell aveva fatto in modo di insabbiare quello che era successo al Watergate, Martha tornò ad essere libera e riprese finalmente a parlare con la stampa. Raccontò quello che le era successo e quello che sapeva. Nixon e il suo staff fecero sapere alla stampa che Martha non stava bene, che era un’alcolizzata, che straparlava.

Nessuno credette a Martha. Gli unici giornalisti che continuarono ad investigare sul Watergate furono Bob Woodward e Carl Bernstein del Washington Post.

Nel novembre del 1972, Richard Nixon vinse le elezioni. Fu un risultato storico: vinse in tutti gli stati tranne in Maryland, raccolse 570 grandi elettori contro 17 del suo avversario, vinse con il 60% del voto popolare.

Martha e John Mitchell divorziarono nel 1973.

Nel 1973, durante il processo per l’effrazione al Watergate, James McCord (l’uomo che Martha aveva riconosciuto) dichiarò di aver agito per motivi politici e su ordine di alti esponenti del partito Repubblicano. La dichiarazione di McCord diedero inizio ad una serie di eventi che portarono alla creazione di una commissione di inchiesta e poi alla nomina di un procuratore speciale.

Nel 1974 Richard Nixon decise di dimettersi, Qualche settimana prima si era dimesso anche il suo Vice Presidente, Spiro Agnew. Dopo le dimissione di Nixon divenne Presidente Gerald Ford, l’uomo che aveva sostituito Agnew.

Nel 2017, il presidente Donald Trump ha scelto Steve King, l’uomo che aveva tenuto prigioniera Martha Mitchel, come nuovo ambasciatore americano in Repubblica Ceca.

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