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[scritti adolescenziali] dio

(Conservo alcuni vecchi quaderni di quando andavo al Liceo. Su questi quaderni la sera scrivevo racconti e altre robe. Molto di quel materiale è molto più che imbarazzante.)

Loro dicono che sono pazzo.

Loro non sanno.

Dicono che sono isterico e pericoloso.

Non sanno.

Dico loro cosa so.

Non ascoltano, sono pazzo, dicono.

Vivono all’oscuro dell’universo. Vivono senza sapere. Vivono senza vivere.

Non sanno come imparare.

Imparare a vedere, a capire, a conoscere. Imparare, come ho fatto io. Come ho fatto io quando aprii gli occhi.

E vidi.

Vidi nell’ombra dell’universo l’esistenza. Osservai colui che gestiva, nostro padre e nostra madre. Lo fissai a lungo.

E vidi sul suo volto la mia faccia che appariva.

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[scritti adolescenziali] noia

(Conservo alcuni vecchi quaderni di quando andavo al Liceo. Su questi quaderni la sera scrivevo racconti e altre robe. Gran parte di quel materiale è molto più che imbarazzante)

A volte il mio cervello cessa di funzionare.

I miei arti allora incominciano a muoversi autonomamente. Toccano, spostano, strofinano.

Non riesco a fermarli.

C’è qualcosa dentro di me che mi sussurra: “Cos’altro puoi fare?”

A volte ho il coraggio di rispondere: “Tutto, fuorché questo!”

Altre volte commento solamente con un laconico “e già”.

Quando rispondo così, la noia ha vinto.

[scritti adolescenziali] Principi

(Conservo alcuni vecchi quaderni di quando andavo al Liceo. Su questi quaderni la sera scrivevo racconti e altre robe. Molto di quel materiale è molto più che imbarazzante, altre cose invece sono carine)

Cos’è l’uomo per poter decidere se un essere vivente è “adatto o non adatto a morire”?

Solo Dio, o come si voglia chiamare l’entità superiore che ci ha creato, può distruggere e creare, uccidere e lasciar vivere.

Qualsiasi cosa possa essere annoverato tra gli esseri viventi e semiviventi ha il diritto di vivere e di combattere per vivere, purché non a discapito degli altri essere viventi.

Questi sono i principi su cui ho fondato la mia esistenza.

Questi sono i principi per cui mi hanno rinchiuso qua.

(Graffito inciso sul muro di una cella di un ospedale psichiatrico NdR)