Le canzoni brevi di Francesco De Gregori

Di solito il mio cervello funziona per fissazioni. C’è un qualcosa su cui mi fisso per un certo periodo e passo settimane a girare attori a quel qualcosa.

Lo scorso Novembre ad esempio ho passato settimane a studiare V for Vendetta di Alan Moore. Qualche anno fa decisi di voler capire meglio la meccanica quantistica (non sto scherzando). Questa settimana sono rientrato nel tunnel di Francesco De Gregori.

Io adoro Francesco De Gregori, mi piacciono le sue canzoni, mi sta simpatico, mi esalto sempre quando lo vedo in concerto. Quando mi capita di cadere nel tunnel De Gregori passo le ore ad ascoltare le sue canzoni (e quando sono da solo le canto a squarciagola, uno spettacolo penoso).

Una delle caratteristiche della produzione di “Ciccio” è quella di aver spesso prodotto dei piccoli gioiellini nascosti tra le canzoni più note. Capita spesso, infatti, che nei suoi dischi ci siano delle canzoni apparentemente innocue, che però nascondono una bellezza che spesso viene oscurata dalle varie “donne cannoni” e “viva l’Italia”.

Un’altra cosa tipica di questi gioielli nascosti è la loro struttura. Sono spesso canzoni che durano meno dei canonici 3 minuti (il tempo tipico di una canzone pop o rock) e non hanno una struttura a ritornelli.

Quella che segue è una piccola rassegna di queste canzoni “brevi ma belle” di Francesco De Gregori. Per ogni canzone riporto anche il testo completo, perché secondo me sono molto belli e perché vale la pena leggerli prima di ascoltare la canzone.

Partiamo subito con una delle mie canzoni preferite in assoluto: Souvenir tratta dall’album Francesco De Gregori del 1974 (durata 2 minuti e un secondo).

Niente luna questa sera,
niente gatti sopra il tetto,
i miei sogni sono tutti rotolati sotto il letto
e nel buio con la lingua conto i denti che mi restano.
Domani che farò ragazza mia,dei tuoi pensieri magri?
Sul campanile nevica, d’accordo,
ma purtroppo ho solo una camicia
e francamente non mi basta
e faccio di mestiere il venditore di risate
al circo che si tiene il lunedì,
ragazza mia, ci andresti mai?
E intanto conto i denti però il conto non mi torna,
ce ne è uno che mi manca e
forse tu mi puoi aiutare.
Per caso, non l’hai mica ritrovato a casa tua?
Ero così distratto,
amore mio, quando ti ho morso il cuore.

Nell’album De Gregori del 1978 c’erano ben due versioni di Renoir (durata 2 minuti e 38 la prima, 2 minuti e 22 secondi l’altra versione). A me piace più la versione 2, qua sotto ci sono tutte e due.

Gli aerei stanno al cielo,
come le navi al mare
come il sole all’orizzonte la sera,
come vero che non voglio tornare
a una stanza vuota e tranquilla
dove aspetto un amore lontano
e mi pettino i pensieri
col bicchiere nella mano

Chi di voi l’ha vista partire,
dica pure che stracciona era
quanto vento aveva nei capelli,
se rideva o se piangeva
la mattina che prese il treno,
era seduta accanto al finestrino
vide passare l’Italia ai suoi piedi,
giocando a carte col suo destino

Ora i tempi si sa che cambiano,
passano e tornano tristezza e amore
da qualche parte c’è una stanza più calda
sicuramente esiste un uomo migliore
io nel frattempo ho scritto altre canzoni,
di lei parlano raramente
ma non vero che io l’abbia perduta,
dimenticata come dice la gente.

In Scacchi e tarocchi del 1985 c’era questa Ciao Ciao, piccola e tenera canzone su un addio. Durata complessiva ben 2 minuti e 37 secondi.

Ciao ciao, andarmene è un peccato, però ciao ciao.
Bella donna alla porta che mi saluti.
E baci, abbracci e sputi,
e io che sputo amore, io che non sputo mai.
Ciao ciao, andarsene era scritto perciò ciao ciao.
Bella ragazza che non m’hai capito mai.
Già parte il treno, sventola il fazzoletto,
amore mio, però piangi di meno.
Ciao ciao, ciao amore ciao, amore ciao.
Guarda che belli fiori in quella città.
Ciao amore ciao, amore come va?
Ciao amore, amore mio, amore ciao.
Ciao ciao, guarda che belli i fiori in quella città,
che mai mi ha vinto e mai nemmeno mi vedrà.
Guarda che mare!
Guarda che barche piccole che vanno a navigare.

La prossima è lunga più di 3 minuti, ma è un trucco perché c’è una lunghissima intro musicale di almeno 40 secondi. La canzone si intitola Sempre e per sempre ed era nascosta in Amore nel pomeriggio del 2001.

Pioggia e sole
cambiano
la faccia alle persone
Fanno il diavolo a quattro nel cuore e passano
e tornano
e non la smettono mai
Sempre e per sempre tu
ricordati
dovunque sei,
se mi cercherai
Sempre e per sempre
dalla stessa parte mi troverai
Ho visto gente andare, perdersi e tornare
e perdersi ancora
e tendere la mano a mani vuote
E con le stesse scarpe camminare
per diverse strade
o con diverse scarpe
su una strada sola
Tu non credere
se qualcuno ti dirà
che non sono più lo stesso ormai
Pioggia e sole abbaiano e mordono
ma lasciano,
lasciano il tempo che trovano
E il vero amore può
nascondersi,
confondersi
ma non può perdersi mai
Sempre e per sempre
dalla stessa parte mi troverai
Sempre e per sempre
dalla stessa parte mi troverai

Infine chiudiamo con un’eccezione e mettiamo una canzone breve, ma famosissima: La storia. Ci sono molte versione di questo pezzo bellissimo, io adoro quella dal vivo tratta da Il bandito e il campione del 1993 (ho appena realizzato che sono passati 24 anni da quando comprai questo album e mi sono depresso un po’ NdR).

La storia siamo noi nessuno si senta offeso
siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo
la storia siamo noi attenzione
nessuno si senta escluso

La storia siamo noi
siamo noi queste onde del mare
questo rumore che romper il silenzio
questo silenzio così duro da masticare

E poi ti dicono tutti sono uguali
tutti rubano alla stessa maniera
ma è solo un modo per convincerti
a restare chiuso dentro casa
quando viene la sera

Però la storia non si ferma davvero
davanti ad un portone
la storia entra dentro le stanze le brucia
la storia dà torto o dà ragione

La storia siamo noi
siamo noi che scriviamo le lettere
siamo noi che abbiamo tutto da vincere
e tutto da perdere

E poi la gente, perché è la gente che fa la storia
quando si tratta di scegliere e di andare
te la ritrovi tutta con gli occhi aperti
che sanno benissimo cosa fare
quelli che hanno letto un milione di libri
e quelli che non sanno nemmeno parlare
ed è per questo che la storia dà i brividi
perché nessuno la può fermare

La storia siamo noi siamo noi padri e figli
siamo noi bella ciao che partiamo
la storia non ha nascondigli
la storia non passa la mano
la storia siamo noi
siamo noi questo piatto di grano.

p.s. questo post è pubblicato durante i miei 30 giorni di #NoSocial30. Il post è stato pubblicato in automatico anche sui miei canali social, ma se vuoi lasciarmi un commento devi farlo qua sul mio blog.

3 Pensieri su &Idquo;Le canzoni brevi di Francesco De Gregori

  1. Altro piccolo capolavoro di 2.40 minuti, tratto dall’album Buffalo Bill (1976) è “L’uccisione di Babbo Natale”, che De Gregori considera ” la sua unica canzone amorale”

    Altro, sempre sotto i tre minuti (2.52) è Nero, tratto dall’album Terra di nessuno (1987)
    https://youtu.be/KGuEESIlwUs (dal vivo).

  2. Pingback: Gli incipit di Francesco De Gregori | trenta per cento

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