Mi prendo una pausa dai “social”

Domenica scorsa, mentre preparavo il caffè, mia moglie mi ha guardato e mi ha detto:

“Posso dirti un’idea che mi sono fatta?”

Io le ho risposto di sì e lei mi fa:

“Secondo me Facebook è morto”

Io ho fermato a mezz’aria il cucchiaino pieno di polvere di caffè e le ho detto che probabilmente aveva ragione. Lei mi ha sorriso e abbiamo continuato a preparare la colazione.

Aveva ragione. Facebook e i social erano uno strumento utilissimo qualche anno fa. Ho conosciuto gente interessante su Facebook, ho fatto discussioni, scoperto cose, letto post interessanti scoperti via Twitter. Ma oggi no, oggi i social hanno perso utilità, anzi stanno diventando nocivi per il mio stile di vita.

I motivi sono tanti: gli algoritmi dei social stanno limitando e controllando il tipo di flusso di informazioni a cui abbiamo accesso; la generazione di contenuti commerciali sta prendendo il sopravvento e si sta perdendo il “tocco umano” che un tempo c’era in rete; il ciclo di vita delle notizie è diventato troppo veloce e poco razionale.

Perciò ho deciso che voglia indietro il mio tempo. Voglio ridurre il flusso di informazioni che fagocito ogni giorno. Voglio anche migliorare la qualità della roba che leggo, voglio essere in grado di fare più selezione. Ho deciso di prendermi una pausa.

“Scusa non è colpa tua, sono io.”

Proprio oggi ho letto questo lungo pezzo, che era stato segnalato nell’ultima newsletter di Warren Ellis.

In 1992 Bill McKibben “spent many months of forty hour weeks” attempting to watch twenty-four hours of television as recorded on ninety-one cable stations in Virginia (at the time, the most in the world). He wrote up his findings in the book, “The Age of Missing Information.”

“We believe that we live in the ‘age of information.’” he writes. “That there has been an information ‘explosion,’ an information ‘revolution.’ While in a certain narrow sense this is the case, in many important ways just the opposite is true. We also live at a moment of deep ignorance, when vital knowledge that humans have always possessed about who we are and where we live seems beyond our reach. An Unenlightenment. An age of missing information.”

The medium was no longer the message, it was just an asshole.

I want my attention back.

Rivoglio la mia “attention” e perciò ho deciso di usare un approccio Whole30.

La Whole30 è una dieta che ho fatto l’anno scorso. Funziona così: per trenta giorni non si possono mangiare carboidrati e derivati del latte. Sembra semplice vero? (No, non lo è).

Il libro che ho letto sulla Whole30 ripeteva spesso che “sono solo 30 giorni” e che siamo degli adulti, siamo tutti in grado di prenderci un impegno per solo 30 giorni. E io voglio prendermi questo impegno!

Voglio avere più tempo per i miei progetti. Quest’anno voglio scrivere di più perché scrivere mi fa bene.

Su questo blog ho iniziato tanti progetti che voglio finire quest’anno:

Ma il tempo a disposizione e poco, scrivere richiede attenzione. Ho bisogno di riavere la mia attenzione.

La Whole30 è una dieta disintossicante. L’idea (poco scientifica) è quella di privare il corpo di alcuni tipi di cibo, disintossicarlo e poi riprovare ad inserire nel regime quotidiano alcuni alimenti per vedere come reagisce il corpo. Quando ho fatto la Whole30 ho perso qualche chilo e mi sentivo meglio. Dopo i 30 giorni di dieta ho scoperto, ad esempio, che mangiavo troppi yogurt e che la mozzarella è meglio evitarla.

Da oggi inizio la #noSocial30, funziona così:

  • Ho disinstallato Facebook, Instagram e Twitter dal telefono
  • Oggi linkerò questo post sui miei canali social per avvisare i miei contatti
  • Per i prossimi 30 giorni posso scrivere solo sul blog
  • A partire da oggi a mezzanotte farò log-out da Twitter, Instagram e Facebook

Come canali di informazioni userò:

Le persone mi potranno contattare usando:

  • WhatsApp
  • Telegram
  • Mail
  • Messenger

L’unico social network che continuerò a usare sarà LinkedIn (mi serve per lavoro). I post che scriverò su questo blog verranno automaticamente segnalati su Facebook, Twitter, LinkedIn e Tumblr.

Perciò, se casomai non vi rivedessi, buongiorno,  buonasera.e buonanotte.

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