Leggendo gli Eterni a 40 anni – Prima Parte

Ho già spiegato come sono arrivato a leggere gli Eterni a 40 anni. Commentando quel pezzo, il mio amico Nicola Sguera mi ha scritto un messaggio sulla “magia” della Marvel:

Essendoci arrivato da lettore “scafato” per te è difficile sicuramente coglierla. Ci volevano occhi bambini o adolescenti. Kirby e Lee hanno la potenza del “mito”. Senza di loro nulla sarebbe accaduto.

Forse Nicola ha ragione e la lettura in vecchiaia di queste storie non potrà mai dare le stesse sensazioni che lui e altri come lui hanno provato leggendo per la prima volta le storie di Kirby. Nonostante questo, e nonostante la mia diffidenza, devo dire che i primi numeri della saga mi hanno colpito e stupito.

Numero #1

Già l’inizio è stato una piacevole sorpresa.

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Ci sono tre persone, il dottor Damian, sua figlia Margo e il suo assistente, che hanno scoperto un sito archeologico in Sud America. I tre iniziano ad esplorare e trovano statue gigantesche immerse in ambienti vastissimi.

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L’architettura è “aliena”, Kirby si ispira alle civiltà pre-colombiane ma aggiunge un tocco di assurdo che rende l’effetto spiazzante.

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I tre chiacchierano del più e del meno e il “giovanotto” sembra avere delle idee molto originali riguardo all’origine di quelle statue. Qua incontriamo subito una delle caratteristiche che più mi hanno reso difficile la lettura di queste storie: i dialoghi sono brutti. Ma brutti davvero.

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Il ragazzo racconta che in un passato molto lontano sulla Terra erano giunti degli esseri potentissimi: i Celestiali. Questi “fecero delle cose” alle scimmie che avevano trovato sul nostro pianeta e crearono tre specie diverse: gli Umani, i Devianti e gli Eterni.

Scopriamo così che l’assistente del professore è egli stesso un Eterno di nome Ikaris e che era alla ricerca anche lui delle stanze segrete con le statue dei Celestiali (o qualcosa del genere). Non mi è molto chiaro perché un Eterno si sia dovuto affidare ad un essere umano per trovare questi reperti. Del resto non mi è nemmeno chiaro perché l’Eterno stesse cercando queste stanze.

Diciamocelo, a Kirby non sembra importare molto che ci sia una logica o una coerenza nelle azioni dei suoi personaggi. Succedono cose in questa storia, cose eccezionali e stupefacenti, il perché succedano non è importante. Per assurdo però, questi comportamenti incomprensibili rendono i suoi personaggi ancora più “alieni” e la cosa funziona.

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Mentre i tre stanno lì che chiacchierano e giocano con delle tecnologie aliene, arriva una squadra di Devianti che cercavano anche loro le stanze dei Celestiali. Si scopre che i Devianti vogliono impedire il ritorno dei Celestiali e perciò vogliono distruggere tutto.

Il primo numero si chiude con l’arrivo di un’astronave gigantesca che parcheggia proprio sulla spiazzale di fronte alle rovine Inca.

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Bellissima e potentissima anche questa splash page finale. Quando Kirby fa queste cose è sicuramente un gigante, anche a 40 anni fa il suo bell’effetto.

Numero #2

Il secondo numero inizia con i Devianti nel panico a causa dell’arrivo dell’astronave.

Succede la qualunque.

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I Devianti scappano mentre sta crollando tutto.

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Molto bella anche questa scena con le rocce che cadono. Si riesce quasi a percepire la pesantezza e la violenza dei massi.

Le cose si calmano dopo un po’ e i nostri tre eroi riescono a far funzionare alcune macchine aliene che fanno partire una sequenza di riassemblamento di atomi conservati in un… vabbe’… le macchine fanno comparire un nuovo Eterno…

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… ed ha un cappello assurdo!

Il nuovo Eterno vestito come un’Inca e con un cappello assurdo si chiama Ajak. Questi piega ad Ikaris che erano stati i Celestiali a smontarlo e a rinchiuderlo in attesa del loro ritorno.

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Entriamo in una specie di torre di controllo per astronavi aliene. Davvero, non c’è nessuna logica, non si capisce perché i Celestiali abbiano bisogno di una torre di controllo, non si capisce perché gli Eterni stiano aiutando i Celestiali, non si capisce perché Ikarus stava cercando il sito archeologico, è tutto un po’ assurdo. Ma va bene così, è un viaggio fantastico nell’assurdo ed è molto bello.

(I dialoghi sono sempre terribili).

Il secondo numero si chiude con l’astronave che si apre e con i tizi della torre di controllo che aiutano uno dei Celestiali a sbarcare.

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Numero #3

Il terzo numero si apre con un pagina dedicata al cappello strano del direttore della torre di controllo.

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Il design del costume non ha senso, il pannello su cui è appoggiato non ha senso, lo sfondo è assurdo. Il risultato è per l’ennesima volta straniante e ALIENO.

Poi si gira la pagina e l’assurdità esplode.

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Vediamo un primo piano del Celestiale con la sua mano gigantesca, vediamo i nostri personaggi nella torre di controllo. La scena è potentissima. Guardate quella manona rossa, eccezionale!

Scopriamo che l’astronave dei Celestiali sta per sigillare la zona e che a breve sarà impossibile fuggire. Il dottore decide di rimanere e chiede ad Ikarus di portare via Margo.

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Fino a questo punto della lettura le vignette a tutta pagina erano state spettacolari, mente le altre pagine erano nella norma. Questa pagina è stata la prima a farsi notare per questo movimento dei personaggi. Ikarus parte nella prima vignetta e corre via. Nell’ultima vignetta, dopo aver caricato il colpo con la lunga corsa, chiude il movimento gettando la ragazza nell’aereo. Ben fatto signor Kirby!

In volo Ikarus si trasforma in Superman.

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(Ikarus = Icaro = Uomo che vola)

I nostri due eroi atterrano a New York e Ikarus va a trovare Sersi, un’Eterna…

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… che ha la passione per la danza.

Dopo aver rivisto questa pagina devo dare ragione al mio amico Ferdinando Silvestri. Le anatomie sono tutte giuste. Basta guardare il corpo di Sersi, i muscoli delle gambe, le spalle, il collo. Molto bella.

(Certo, dovremmo chiederci che ci faccia una tizia vestita così in quella posa, in un appartamento di New York, mentre entrano degli sconosciuti, ma abbiamo detto che non è questo il punto)

Tra una chiacchiera a una giravolta finisce così il terzo numero degli Eterni.

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Fino a qui la lettura è interessante. Bisogna entrare nella meccanica del gioco, sospendere la propria incredulità e farsi guidare da quello che succede, ma l’effetto finale è affascinante.

La storia è davvero poco importante, i personaggi sono delle macchiette che si muovono tra le vignette (ma avete visto le espressioni della figlia del dottore?!), i dialoghi sono terribili, ma io mi sono lo stesso divertito a leggere questi primi tre numeri.

Per adesso la “magia” è arrivata anche se ho solo 40 anni.

p.s. questo post è pubblicato durante i miei 30 giorni di #NoSocial30. Il post è stato pubblicato in automatico anche sui miei canali social, ma se vuoi lasciarmi un commento devi farlo qua sul mio blog.

 

2 Pensieri su &Idquo;Leggendo gli Eterni a 40 anni – Prima Parte

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