Leggendo gli Eterni a 40 anni – Prologo

Jack Kirby è il re dei fumetti. O almeno così mi hanno sempre raccontato. Tutti, ma proprio tutti, mi hanno sempre detto che Jack – The King – Kirby è stato il più grande fumettista della storia.

Io da ragazzo ci ho provato a leggere le storie di The King, ma non mi piacevano. Le classificavo tra le storie “vecchie”, quelle di solito scritte da Stan Lee, quelle storie con tantissimo testo, dialoghi pomposi e pallosissime didascalie. Quei fumetti in cui ogni due pagine ci doveva essere un personaggio che faceva il riassunto di tutto quello che era successo.

Uomo Ragno: Avvoltoio, smettila di derubare quella banca. Stai commettendo un crimine.

Avvoltoio: Maledetto arrampicamuri!!! Ho commesso questo crimine per poter vendicarmi di quello che mi hai fatto due giorni fa.

Uomo Ragno: Intendi dire quando io e l’Uomo Torcia abbiamo scoperto che tu e Goblin stavate tramando per uccidere Capitan America, ma per fortuna siamo arrivati in tempo e vi abbiamo sconfitto usando l’arma segreta che ci ha dato Iron Man?

Avvoltoio: Sì.

Per me Jack Kirby rientrava in questo filone. Era un autore di storie classiche che io leggevo col solo scopo di completare la mia collezione, ma non perché mi piacessero.

Kirby aveva anche il grosso difetto di non disegnare “bene”.

(Calmi tutti, ho messo -bene- tra virgolette, adesso mi spiego meglio)

Degli autori “classici” del fumetto americano a me piacevano Gil Kane, John Romita, John Buscema, quelli delle belle anatomie, del tratto pulito.

Kirby mi sembrava troppo grezzo e impreciso. Avevo letto che aveva creato gran parte dei miei personaggi preferiti e gliene ero grato, ma quelle mani bitorzolute e quelle anatomie  sbagliate non facevano proprio per me.

[edit – 1/12/2017 – il mio amico Ferdinando Silvestri mi ha fatto notare che le antomie di Kiirby sono “Ipertrofiche sì, ma non direi sbagliate. C’è una deformazione delle proporzioni che vira quasi sul grottesco, però non ci sono “licenze” o “invenzioni” alla Rob Liefeld.” Ad esempio, commentando l’immagine di copertina di questo post: “Spalla montata bene e gomito di cui si intuisce la posizione. Lo giudico forse un po’ corto (e di conseguenza valuto che la ragazza non è molto alta), ma qui ritorna la questione delle proporzioni: Kirby non disegnava supereroi canonici (cioè con la testa che entra otto o nove volte nell’altezza del corpo)”]

mary jane by John Romita

Ciao tigrotto

***

Quest’anno ho deciso di capire perché tutti dicono che Kirby è il più grande. Ho seguito un consiglio di Claudio Calia e ho iniziato a leggere Gli Eterni, una serie di 19 numeri per la Marvel scritta e disegnata da Jack Kirby e da poco ripubblicata in Italia da Panini.

Nei prossimi post cercherò di raccontare com’è l’esperienza di leggere Kirby a 40 anni nel 2017.

In questo post voglio però spendere due parole sul periodo in cui venne pubblicata l’opera.

Il primo numero degli Eterni è del luglio 1976, la serie venne bruscamente cancellata nel gennaio 1978.

***

Erano anni complicati per il fumetto americano. Le vendite erano calate tantissimo e le due grandi rivali DC e Marvel dovettero affrontare dolorosi tagli. Il 1978 è famoso per essere l’anno della DC Implosion, in un solo anno la DC Comics dovette cancellare ben 35 serie. Il mercato era cresciuto in maniera irrazionale, troppe serie e troppi pochi lettori. La bolla esplose in quegli anni.

A salvare la Marvel fu un accordo commerciale con George Lucas che permise alla Casa delle Idee di sfruttare il brand di Star Wars e produrre alcuni dei fumetti più venduti dell’epoca.

Nel 1976 debuttava il primo numero di American Splendor di Harvey Pekar e veniva fondata la Fantagraphics Books.

Nel 1976 in Inghilterra compare per la prima volta il personaggio di Judge Dredd.

Nel 1977 in Giappone, Moneky Punch inizia a pubblicare la seconda serie di manga dedicati a Lupin III.

Nel 1977 in Italia esce la prima puntata di Pentothal di Andrea Pazienza, Guido Crepax nel 1976 realizza Casanova e nel 1978 è la volta di Histoire d’O. Sempre nel 1977 Pazienza, Tamburini, Mattioli e Scòzzari fondano la rivista Cannibale.

Tra il 1976 il 1978 in Giappone c’è Go Nagai che lavora come un pazzo alla trasposizione dei suoi personaggi in anime. Qualche anno dopo quei cartoni animati arriveranno anche in Italia e cambieranno la nostra vita.

Nel 1976 viene pubblicata in Francia  Tintin e i Picaros, l’ultima storia di Tintin che Hergè riuscirà a completare.

Il 5 novembre del 1977, René Goscinny sta pedalando su una cyclette. Nessuna volontà di mantenersi in forma. E’ un periodaccio e lui si è affezionato alla propria vita. [per sapere come continua questa storia vai su Spari di Inchiostro]

Tra il 1976 e il 1979 in Giappone viene pubblicato Unico di Osamu Tezuka.

A Lucca nel 1976, durante il Salone Internazionale del Fumetto si tiene l’incontro su “Il lavoro di Jack Kirby, Russ Heath e Jeff Jones”. Alcuni dei premi consegnati quell’anno sono:

  • Yellow Kid e Gran Guinigi per l’autore italiano: a Altan (Francesco Tullio Altan)
  • Yellow Kid e Gran Guinigi per il disegnatore italiano: a Beppe Madaudo
  • Yellow Kid e Gran Guinigi per l’editore italiano: alla Daim Press per la collana “Un uomo, un’avventura”
  • Yellow Kid e Gran Guinigi per l’autore Straniero: a Jeff Jones (USA)

 

Arzach di Moebius è del 1976.

Arzach

1976 – il migliore anno del ‘900

***

Anni interessanti quelli in cui uscivano Gli Eterni. Grandi vecchi come Kirby e Tezuka erano ancora in attività, ma allo stesso tempo stavano arrivando i primi capolavori della nuova generazione.

Un periodo di crisi per gli americani e di rivoluzione in Europa.

Kirby aveva da poco concluso il suo contratto in DC ed era ritornato in Marvel. Gli Eterni fu il suo nuovo fumetto per la Marvel.

***

Nel prossimo post (qui) vi racconterò i primi 3 numeri degli Eterni, pubblicati per la prima volta 40 anni fa e letti da un quarantenne per la prima volta nel 2017.

4 Pensieri su &Idquo;Leggendo gli Eterni a 40 anni – Prologo

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