La vaniglia e quello schiavo di 12 anni

Tra i migliori podcast scoperti negli ultimi mesi c’è Wonderland di Steven Johnson. La prima stagione è composta da 10 episodi di circa 15 minuti l’uno. Il podcast esplora la relazione che esiste tra il gioco (o il divertimento) e l’evoluzione umana. Johnson ha anche pubblicato un libro sullo steso tema dal titolo Wonderland: How Play Made the Modern World.

(se avete 7 minuti guardatevi il video qua sopra, ci sono anche i sottotitoli in italiano)

Uno degli episodi racconta la storia delle spezie. Ed è interessante perché mette l’accento su un’aspetto particolare della storia dell’umanità: la coltivazione e la ricerca delle spezie per insaporire il cibo. Se ci pensate bene, il pepe e le altre spezie non so fondamentali per la sopravvivenza dell’uomo. Cambiare e migliorare il sapore di un cibo è una forma di gioco, di intrattenimento per gli uomini, non è un’attività necessaria per vivere.

Alcune spezie sono addirittura “lesive” per l’uomo. Il peperoncino, ad esempio, è una spezia “dolorosa” che richiede un certo livello di preparazione per essere apprezzata.

Ma nonostante tutto questo, le spezie sono state sempre al centro dell’interesse commerciale degli uomini. Per le spezie sono state combattute guerre, sono stati affrontati viaggi pericolosissimi, imperi sono stati creati per poter soddisfare la voglia di spezie dell’uomo.

dune2

cacciatori di spezie

Tra le storie raccontate nel podcast di Johnson c’è quella della Vaniglia.

La Vaniglia è uno dei sapori oggi più diffusi nel mondo. Un sapore tanto diffuso nella nostra cultura che in inglese il termine “vanilla” è sinonimo di semplicità, di assenza di orpelli. Per dire, una “vanilla distribution” di Linux è la versione più “pulita” che ci sia.

Ma non è sempre stato così, se oggi possiamo facilmente comprare un baccello di vaniglia il merito va tutto a Edmond Albius e ad un bastoncino.

La pianta della vaniglia appartiene alla famiglia delle orchidee ed è originaria del Sud America. I primi coltivatori di vaniglia furono i Totonacs nella zona del Messico. Quando gli Aztechi nel XV secolo conquistarono quelle zone, acquisirono anche il controllo della produzione di vaniglia. A quel tempo la spezia veniva usata per insaporire la cioccolata. Ci vollero molti altri secoli per avere i primi piatti a base di sola vaniglia.

Dopo gli Aztechi vennero i conquistadores spagnoli. Questi portarono in Europa la cioccolata e anche quella spezia che si usava per insaporirla.

Da allora e fino all’arrivo, nel 1841, del nostro Edmond Albius, la produzione e distribuzione di vaniglia diventò un monopolio prima spagnolo e poi messicano. In molti per secoli provarono a produrre vaniglia in altri parti del mondo, ma non era possibile.

La coltivazione della pianta doveva avvenire in zone calde o tropicali. Ma questo non era il solo problema. La pianta spostata lontana dal Messico riusciva a fiorire, ma non produceva il frutto.

La spezia divenne un bene limitato e prezioso, un sapore per ricchi e potenti che potevano permettersene il prezzo.

Ma perché solo in Messico?

Perché a volte l’evoluzione è strana.

Il fiore di vaniglia si era evoluto in modo da poter essere impollinato solo e soltanto da una particolare razza di api. E quelle api vivevano solo in una parte ben precisa del Messico. Le altre api non avevano la forma adatta per poter spostare il polline nel punto giusto del fiore.

E arriviamo al 1841.

Féréol Bellier Beaumont, un imprenditore francese, aveva deciso di provare a creare una piantagione di vaniglia nell’isola Réunion, una colonia francese nell’Oceano Indiano.

Nella sua fattoria viveva uno schiavo di 12 anni, il nostro Edmond.

Edmond si annoiava e un giorno iniziò a giocare con i fiori di quelle piante strane che il suo padrone cercava di coltivre. Iniziò a provare ad inserire un bastoncino nel fiore. Poi provò girare il bastoncino in modo da far necadere il polline. Era riuscito a impollinare un fiore di vaniglia.

La “mossa” di Edmon Albius rivoluzionò l’industria delle spezie ponendo fine al monopolio messicano. Da quel momento in poi la produzione si diffuse in tutto il mondo e il costo della vaniglia si abbassò.

Oggi quella spezia resta comunque una delle più costose al mondo, ma non è più un prodotto per ricchi nobili francesi che passano le giornate passeggiando per i giardini di Versailles.

Quando tra qualche giorno mangerete la vostra Zeppola di San Giuseppe, ricordate che la crema pasticcera è così buona anche per merito della vaniglia di Edmon Albius.

***

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Nel 1848 i francesi abolirono la schiavitù nelle colonie. Qualche anno dopo, Edmond Albius fu accusato di furto di gioielli e perciò venne condannato a 10 anni di prigione. Il suo vecchio padrone,  Beaumont, quell’imprenditore che aveva portato le piante di vaniglia nelle isole, contattò il governatore e lo convinse a concedere la clemenza a Edmund per “il grande contributo dato all’isola di Réunion”..

Edmund Albius morì nel 1880, povero e senza un soldo.

p.s. la foto in copertina ritrae le zeppole della mitica Pasticceria Bianchini.

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