Elvis Presley e Mark Millar

C’è sempre un momento ben preciso, fisso nel tempo e nello spazio, un attimo in cui una serie popolare fa il salto dello squalo. Da quel punto in poi, sia essa una serie televisiva, una saga cinematografica o una collana a fumetti, quella serie è spacciata, va tutto in vacca e nessuno riuscirà mai più a ristabilire gli standard qualitativi raggiunti prima del salto dello squalo. È successo per la saga di Star Wars quando è comparso sullo schermo per la prima volta Jar Jar Binks; è successo a Lost dopo che l’isola è scomparsa nel mezzo di un vortice di computer graphic a basso costo; in The Big Bang Theory tutto è andato perso appena Sheldon si è fidanzato con Amy; Spider-Man è finito con la comparsa di Ben Reilly.

Se siete stati appassionati di queste serie sapete bene di cosa sto parlando. E se, come me, le avete amato alla follia sapete bene quanto siano stati umilianti quei momenti. Il salto dello squalo è la fine peggiore per ciò che si ama.

Questo tipo di analisi sul degrado  di una serie si può applicare anche ad altri contesti. Un esempio è quello che io chiamo “Momento Viva Las Vegas”, in onore di uno dei punti più bassi toccati dalla carriera di Elvis Presley.

Elvis non era ancora The King quando nel 1955 fece un paio di apparizioni televisive che avrebbero rivoluzionato la musica popolare occidentale. Da quel bacino ancheggiante nacque una delle più grandi rivoluzioni del ’900, un movimento che avrebbe cambiato il modo in cui i giovani si mettevano in relazione col resto del mondo. Il Maggio Francese nasce anche grazie a quel ragazzo che ancheggiava in televisione.

Ma il rivoluzionario Elvis ebbe vita breve. Bastarono pochi anni all’industria discografica per assimilarlo e normalizzarlo. Elvis parti nel 1957 per fare il servizio militare, ma quando tornò non era più un rivoluzionario. Era partito The Pelvis, ma era tornato The King. Inizia da lì il declino del rivoluzionario e l’inizio del successo commerciale fino, appunto, a Viva Las Vegas.

Il Momento Viva Las Vegas è quel momento in cui una rivoluzione finisce, quando il Sistema ha deciso di smettere di combattere il nemico e di assimilarlo.

Tutto questa lunga introduzione per arrivare al nocciolo di questo pezzo: ho trovato il Momento Vivas Las Vegas dei movimenti anti-austerity.

Tutti quei movimenti che da anni combattono contro lo strapotere della finanza, quelli che dicono che l’austerity non è la soluzione, i vari Occupy, gli Indignados, i movimenti di lotta, tutti hanno raggiunto il Momento Viva Las Vegas a pagina 13 del primo numero di Jupiter’s Legacy di Mark Millar e Frank Quitely.

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Mark Millar è un furbacchione, è uno che sa come si scrive una storia che piace al grande pubblico e anche alla critica. Millar è uno sceneggiatore che piace tanto ad Hollywood, dalle sue storie sono stati tratti blockbuster come Wanted e Kick-Ass. Il buon Mark non inventa mai niente di nuovo, riciccia sempre idee da chi è venuto prima di lui, le anestetizza e le trasforma in storie che piacciono a tutti.

Millar è il Male, il nemico del buon fumetto.

La storia di Jupiter’s Legacy è la solita storiella di super-eroi-che-vivono-nel-mondo-reale, qui il Male aggiunge alla solita ricetta un pizzico di Dirty Sexy Money, un po’ di Lost e tantissima retorica da quattro soldi.

A pagina 13 Millar finalmente assimila al grande mainstream che tutto mangia e digerisce, anche tutti quei movimenti che da anni cercano di cambiare il mondo politico ed economico.

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L’assimilazione avviene grazie a questo dialogo tra i due vecchi fratelli supereroi:

WALTER:  L’America sta collassando. L’Eurozona sanguina a morte. L’economia mondiale è appesa ad un filo e noi siamo ancora qui a combattere come dei bambini. Non pensi che potremmo aiutare più direttamente? Tutto questo non ti dà un terribile senso di impotenza?

SHELDON: Walter, tu non sei un economista. Cosa vorresti fare? Solo perché tu puoi volare, non significa che che sai anche gestire un budget. Devi accettare il fatto che noi siamo “public servant° e devi avere un po’ di fede nel governo che abbiamo eletto.

WALTER: Oh, mio caro dolce fratello. Sono i politici che hanno rovinato tutto. Non lo capisci? Il popolo sta supplicando per avere qualcuno che si faccia avanti e metta a posto il caos. Lo so che tu pensi che gli uomini trovano sempre da soli una soluzione, ma siamo tornati come ai tempi del 1929. Questa America che noi dovremmo proteggere e quasi arrivata al  punto di essere spazzata via.

… e via così. Per pagine e pagine.

E adesso tutti a ballare con Lucky Jackson.

(questo pezzo è stato inizialmente pubblicato sul sito dell’associazione BN.Comix)

Per chi vuole approfondire:

Jupiter’s Legacy di Mark Millar e Frank Quitely
Editore: Panini Comics (11 febbraio 2016)
Collana: Collezione 100% Panini Comics
ISBN-10: 8891217875
ISBN-13: 978-8891217875

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