[persone eccezionali] Lawrence Kasdan

Ho un amico con cui condivido un account di Netflix. Abbiamo più o meno gli stessi gusti in fatto di film e serie TV, perciò ci scambiamo spesso dei suggerimenti. Domenica scorsa via WhatsApp mi ha mandato questi messaggi:

Acchiappasogni

Bello

Non conoscevo

Mentre cercavo il trailer su YouTube mi sono arrivati questi altri messaggi:

Ma questo è un filmone

Com’è che non ne avevamo mai sentito parlare?

Degno de La Cosa

Poi, dopo un minuto e trentotto secondi, ho capito perché l’Acchiappasogni era un “filmone”.

untitled

Un marchio di qualità (quasi sempre)

 

Lawrence Kasdan ha iniziato la sua carriera nel mondo del cinema negli anni ’70 come sceneggiatore quando vendette alla Warner Bros una sceneggiatura dal titolo: The bodyguard. La Warner Bros ci mise un po’ di tempo a produrre quel film, nel 1992 alla fine ne uscì fuori un filmetto con Kevin Costner e Whitney Houston che divenne uno dei migliori incassi di quell’anno.

Dopo aver venduto il suo primo lavoro, Kasdan iniziò a cercare un nuovo acquirente per la sua nuova sceneggiatura. In quello stesso periodo un giovane regista con la passione per le storie di avventura, un certo Steven Spielberg, aveva da poco fondato una sua casa di produzione ed era alla ricerca di una sceneggiatura per il primo film della Amblin Entertainment.

Amblin_Entertainment_The_BFG.png

Quando c’era questa voleva dire che stava per iniziare un filmone

 

I destini dei due si incrociarono e Kasdan fece leggere a Spielberg un soggetto dal titolo Chiamami Aquila. Anche per questo film ci vollero un paio di anni per vedere la luce, ma alla fine ne venne fuori una deliziosa commedia con John Belushi (uno dei miei film preferiti di Belushi, se posso dire la mia).

Kasdan in alcune interviste ha raccontato che Spielberg non era davvero interessato a quella storia, ma aveva riconosciuto il talento dello scrittore e voleva il suo aiuto per risolvere il problema di un suo caro amico.

Il caro amico era un altro regista che faceva parte di quel movimento che qualche anno dopo venne chiamata la Nuova Hollywood. Forse ne avete sentito parlare, si chiama George Lucas.

Lucas era pronto a girare il seguito di Star Wars, ma Leigh Brackett, lo sceneggiatore che aveva lavorato alla prima stesura della sceneggiatura, era morto all’improvviso. George Lucas raccontò a grandi linee a Kasdan l’idea della trilogia e gli spiegò che ogni film rappresentava un atto. Il secondo atto era quello in cui tutto andava storto all’eroe.

Poi aggiunse solo “Darth Vader è il padre di Luke”. Nacque così la storia dell’Impero colpisce ancora, quello che oggi è unanimemente considerato il miglior capitolo della saga di Star Wars.

Dopo l’ottimo lavoro fatto su Star Wars, Lucas e Spielberg decisero di coinvolgere Lawrence Kasdan in un altro progettino su cui stavano lavorando da un po’, I predatori dell’arca perduta.

Narra la leggenda (in realtà l’ho letto in una vecchia intervista a Spielberg, ma adesso non la trovo più NdR.) che Lucas, Spielberg e Kasdan si chiusero per diversi giorni a casa di Lucas per buttare giù un po’ di idee. Prima di allora avevano chiaro solo due cose.

Primo, il film doveva essere un omaggio ad una certa letteratura pulp di inizio secolo, un misto di romanzi di Quatermass e fumetti di Carl Barks ed Hérge.

Secondo, il MacGuffin doveva essere l’Arca dell’Alleanza.

(Alfred Hitchcock una volta spiegò a Francois Truffaut che un MacGuffin non è altro che un oggetto o un personaggio che serve a portare avanti l’azione di un film.)

I tre chiusi in casa passarono le ore a buttare giù idee per il film. Ne vennero fuori tante che non riuscirono ad entrare tutte nel primo film di Indiana Jones. Tutta la sequenza iniziale del secondo film di Indiana Jones, ad esempio, venne fuori durante queste riunioni. Finite le riunioni con Lucas e Spielberg, Kasdan si mise al lavoro e dopo qualche mese ritornò con la sceneggiatura di uno dei più bei film d’avventura di sempre.

Nel 1981, grazie anche al supporto di Spielberg, a Kasdan fu data l’opportunità di dirigere un suo film. Questa volta decise di cambiare genere e si buttò sul noir. Ne venne fuori un piccolo grande film: Brivido Caldo.

Nel 1983 diede una mano anche a mettere a posto la sceneggiatura del Ritorno dello Jedi (ma non riuscì a convincere Lucas a farlo per bene).

Sempre nel 1983 scrisse e diresse uno dei suoi film più amati: Il grande freddo.

Il grande freddo è puro cult cinematografico. Kasdan dà il meglio di sé, sia come sceneggiatore sia come regista. Il film è fatto solo di dialoghi, di personaggi che si incontrano e si confrontano, tutti deliziosamente dipinti dalla scrittura di Kasdan. Il cast è formato da quello che allora era il meglio della nuova generazione di attori hollywodiani:  Tom Berenger, Glenn Close, Jeff Goldblum, William Hurt, Kevin Kline (c’era anche Kevin Costner, ma di lui si vedono solo i polsi). La colonna sonora è spettacolare.

(ma davvero spettacolare, date un occhio alla sequenza del funerale)

Nel 1985 Kasdan decide di cambiare ancora e dirige un western, il “genere per eccellenza”. Silverado fu un film ambizioso, forse non riuscito come gli altri, forse un po’ troppo figlio di una brutta estetica Anni ’80, ma che filmone.

Con Silverado finì un po’ il periodo d’oro e arrivarono una serie di film meno riusciti: Turista per caso,  Ti amerò… fino ad ammazzarti , Grand Canyon – Il cuore della città,  Wyatt Earp.

L’unico successo vero fu French Kiss, forse l’ultima commedia di Meg Ryan che avesse senso vedere.

Negli ultimi anni Lawrence Kasdan è tornato a lavorare su Star Wars. Ha accettato di dare una mano a migliorare la sceneggiature del Risveglio della Forza. In cambio di questo lavoro ha ottenuto anche di poter scrivere soggetto e sceneggiature per il film della saga che uscirà nel 2018, il film del giovane Han Solo.

han-solo-cast-photo

Tranquilli, siete in buone mani

 

Adesso sapete perché stasera su Netflix mi guarderò l’Ammazzasogni, filmone scritto e diretto da Lawrence Kasdan e tratto da una storia di Stephen King.

 

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