Tirare a canestro come una nonnina

Penso che ormai si sia capito che passo molto tempo da solo in macchina e che quando guido mi piace ascoltare qualche buon podcast.

Il podcast che sto ascoltando in questi giorni si chiama Revisionist History ed è prodotto e condotto da Malcolm Gladwell, un giornalista, saggista e sociologo diventato famoso grazie al suo libro The Tipping Point (in Italia tradotto come Il punto critico).

La terza puntata del podcast di Gladwell è dedicato a raccontare la storia di due giocatori della NBA e di come questi tiravano la palla a canestro.

I due giocatori si chiamano Wilt Chamberlain e Rick Barry e sono stati entrambi giocatori NBA tra gli anni ’60 e ’70.

Chamberlain è considerato tra i più grandi giocatori della storia del basket americano. Ha collezionato una serie di record incredibili come ad esempio il maggior numero di punti segnati in una singola partita: 100. Wilt Chamberlain era un gigante di 2 metri e 16. Spesso i giocatori così alti hanno seri problemi di coordinazione, ma Chamberlain era elegante ed aggraziato. Aveva dalla sua anche una percentuale incredibilmente alta di realizzazione di tiri liberi. Roba da non crederci, un gigante aggraziato e in grado di segnare da qualsiasi posizione.

Wilt però non era sempre stato così, il suo tiro non era mai stato tanto eccezionale fino a quando non aveva incontrato Rick Barry.

Barry non era un campione superdotato come Wilt, ma aveva dalla sua un carattere fortissimo e un animo da perfezionista. Barry insegnò a Wilt un modo diverso di tirare a canestro. Barry non sbagliava quasi mai un tiro a canestro perché  non tirava come tutti gli altri, lui usava una tecnica diversa: prendeva il pallone a due mani, allargava le gambe e lanciava il pallone dal basso verso l’alto. Rick Barry lanciava usando il Underhand Throw. E grazie proprio a questa tecnica che Wilt Chamberlain nel marzo del 1962 raggiunge i 100 punti in una singola partita, segnando 28 tiri liberi su 32.

giphy

Mani in basso

Il tiro dal basso é molto più preciso del tiro a mani alzate, l’atleta riesce a controllare meglio la traiettoria e ne viene fuori un tiro morbido e preciso che va a segno molto più facilmente. Chiunque abbia frequentato i campi da basket sa invece quanto sia complicato imparare a controllare la palla con le mani alzate, nel tipico gesto che i coach insegnano a tutti i giovani cestisti.

Però dopo aver raggiunto la vetta sportiva Wilt smise di usare il Underhand Throw e le sue statistiche si abbassarono, restò un campione, ma non raggiunse mai più le performance di quella sera del 2 marzo ’63.

Ma perché Wilt Chamberlain smise di usare la tecnica che gli aveva permesso di realizzare i suoi record?

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