I negri si sono menati in piazza

Ieri alcuni ragazzi si sono menati in piazza. Erano tutti negri. Io non li ho visti, ma deve essere stata una cosa grossa perché tutto il quartiere ne parla.

Mia moglie dice che la portiera le ha detto che si sono menati. Ho sentito mio padre a telefono stamattina e pure lui mi ha detto che si erano menati. Anche il verdummaro e il chianchiere sotto casa mi hanno detto che si erano menati. Il ragazzo dell’edicola invece non mi ha detto niente.

Io non li ho visti che si menavano, ma ho capito chi erano. Li vedo sempre quando passo di là. Sono quattro o cinque negri che stanno sempre seduti su una panchina. Oppure ciondolano per la piazza. Dicono che chiedono soldi. A me non hanno mai chiesto niente. Di solito qualche spicciolo glielo do sempre ai negri per strada. A questi non mi è mai capitato.

Non mi hanno saputo dire perché si sono menati. Saranno storie loro, roba di cose loro. Oggi sono passato e non c’erano, forse hanno esagerato e hanno capito che era meglio non farsi vedere per un po’. Erano tutti molto giovani e alti, magri come quegli adolescenti che sembrano che brucino tutto col semplice respirare.

Non so che faccia hanno perché non mi piace fissarli. Sembra sempre che tu li fissi perché sono negri, ma invece vuoi solo vedere che faccia hanno questi che vengono da fuori.

Che poi, uno fa tutto un viaggio di milioni di chilometri per poi finire a menarsi in una piazza di Benevento. A me sembra proprio una fesseria. Chissà se si sono fatti male. Questo nessuno me l’ha saputo dire, mi hanno detto che si sono menati e che è uno schifo, mi hanno detto che adesso la polizia deve venire più spesso e che perfino il sindaco si è lamentato.

Mi hanno detto che i negri in piazza si sono menati, ma nessuno mi ha saputo dire se qualcuno di quei ragazzi si è fatto male.

Roba bella da leggere, ascoltare e guardare (#6)

Lista settimanale di roba bella che ho letto, podcast e video interessanti.

(Questa volta è venuta fuori una lista molto “politica”)

Cambia Gioco

A me Luca Sofri piace e sta simpatico. Mi piaceva quando faceva Condor in radio e quando era solo uno dei più popolari blogger italiani. Sofri di solito scrive sempre cose ragionevoli e condivisibili. Questo pezzo mi è sembrato particolarmente ben riuscito.

Ripensare, è una cosa che non sta facendo nessuno. È umanamente comprensibile, è una specie di rimozione: dovunque ti giri vedi sconfitte e tendenze demotivanti, e cercare soluzioni ha come più probabile e immediata conseguenza trovare fallimenti. Non venirne a capo. Non sapere da dove cominciare. Lottare ogni giorno con accuse e insulti di ogni genere. Ma se la reazione è pensare che le cose a un certo punto vadano a posto da sole, non ci vedo messi benissimo.
A un certo punto, in certe partite di calcio, si vede che su un fascia non si riesce a portare avanti la palla: girano i passaggi, ma si resta sempre lì, poi uno scatta, si prova un lancio, ma viene intercettato, o quello finisce in fuorigioco. Il pubblico fischia. Non c’è verso.
Allora uno si allarga sulla fascia opposta e qualcuno dagli spalti urla a quello con la palla: “cambia gioco!”.

 

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La vaniglia e quello schiavo di 12 anni

Tra i migliori podcast scoperti negli ultimi mesi c’è Wonderland di Steven Johnson. La prima stagione è composta da 10 episodi di circa 15 minuti l’uno. Il podcast esplora la relazione che esiste tra il gioco (o il divertimento) e l’evoluzione umana. Johnson ha anche pubblicato un libro sullo steso tema dal titolo Wonderland: How Play Made the Modern World.

(se avete 7 minuti guardatevi il video qua sopra, ci sono anche i sottotitoli in italiano)

Uno degli episodi racconta la storia delle spezie. Ed è interessante perché mette l’accento su un’aspetto particolare della storia dell’umanità: la coltivazione e la ricerca delle spezie per insaporire il cibo. Se ci pensate bene, il pepe e le altre spezie non so fondamentali per la sopravvivenza dell’uomo. Cambiare e migliorare il sapore di un cibo è una forma di gioco, di intrattenimento per gli uomini, non è un’attività necessaria per vivere.

Alcune spezie sono addirittura “lesive” per l’uomo. Il peperoncino, ad esempio, è una spezia “dolorosa” che richiede un certo livello di preparazione per essere apprezzata.

Ma nonostante tutto questo, le spezie sono state sempre al centro dell’interesse commerciale degli uomini. Per le spezie sono state combattute guerre, sono stati affrontati viaggi pericolosissimi, imperi sono stati creati per poter soddisfare la voglia di spezie dell’uomo.

dune2

cacciatori di spezie

Tra le storie raccontate nel podcast di Johnson c’è quella della Vaniglia.

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Criature [s1e3]

Terza settimana del progetto Criature. Ecco cosa è successo dall’ultima volta.

Il brano scelto questa settimana è stato Mothers of the disappeared, l’undicesima ed ultima canzone dell’album The Joshua Tree degli U2.

 

Questa settimana abbiamo pubblicato un comunicato stampa che è stato ripreso da un po’ di siti.

Abbiamo trovato due nuovi autori: Nunzio Castaldi e Andrea Partiti.

Visto che i racconti su Medium stavano diventando tanti, abbiamo deciso di creare una “pubblicazione”. Si trova a questo link qua.

criaturehome

la home page di Criature su Medium

 

Questi che seguono invece sono i link ai nuovi capitoli delle storie di Criature. Vi ricordo che, se volete partecipare anche voi è sufficiente mandarci un messaggio (ma potete lasciare anche un commento qua sotto). Continua a leggere

Roba bella da leggere, ascoltare e guardare (#5) – Speciale Newsletter

Podcast e newsletter sono rinati. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un vero e proprio rinascimento di questi due strumenti di distribuzione.

La tecnologia dei podcast risale ad un mondo tecnologico che non conosceva ancora gli smartphone. Basti pensare che il “pod” di podcast deriva dall’iPod di Apple, un prodotto che ormai conosciamo solo noi vecchi #splendidiquarantenni.

La newsletter sfrutta la posta elettronica, una tecnologia che risale al secolo scorso, roba da archeologi.

Eppure, oggi podcast e newsletter sono tra i sistemi di distribuzione più allettanti per il mercato pubblicitario. Basti pensare a quanto sia potente una pubblicità nel ben mezzo di un podcast che vi viene inviata direttamente alle cuffiette nel vostro orecchio. Oppure pensate alle mail, uno dei pochi posti “privati” che ci restano in rete. La vostra casella di posta è il sistema di comunicazione “ufficiale” che usate per tutto ciò che conta, dalle comunicazioni col commercialista all’invio di curriculum. Inviare un messaggio pubblicitario nelle mail è ancora uno dei modi migliore per essere sicuri di essere letti.

Per questi e altri motivi oggi assistiamo alla nascita di tanti contenuti di qualità sia su podcast sia via newsletter. Sui podcast ho spesso scritto, oggi invece volevo consigliarvi un po’ di newsletter che secondo me vale la pena seguire e supportare.

(scrivetemi se avete altre newsletter da consigliarmi) Continua a leggere

Criature [s1e2]

Seconda settimana del progetto Criature. Ecco cosa è successo dall’ultima volta.

Tredici più uno

di Flavio Ignelzi

Episodio 1

Il vento non smetteva mai, da quelle parti.

“Camilla finisci il latte.”

La tv trasmetteva Uno Mattina Estate. Anche se l’estate era finita da un pezzo. Settembre e la Oria, il vento di nord-est, chiudevano l’estate, da quelle parti.

A chiave. A quattro mandate.

L’estate di San Cupo ai Monti.

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Gli incipit di Francesco De Gregori

Non sono ancora uscito dal tunnel di De Gregori. Continua l’ascolto a nastro di tutta la sua discografia.

Mentre ascoltavo per l’ennesima volta, l’ennesima versione live di Generale, mi sono fermato a pensare a quanto era bello quel primo verso:

Generale dietro la collina
ci sta la notte crucca e assassina

Perché le canzoni di De Gregori c’hanno questa caratteristica, secondo me, ti buttano subito al centro della storia. Hanno tutte un attacco, un inizio folgorante che ti trasporta nel bel mezzo di un mondo tutto suo.

Butterò questo mio enorme cuore tra le stelle un giorno

Un buon narratore sa che bisogna fin da subito attirare l’attenzione dell’ascoltare e se hai solo pochi minuti a tua disposizione non puoi perdere tempo.

La storia siamo noi
nessuno si senta escluso

Perciò ho preparato una lista di canzoni di De Gregori con un incipit eccezionale. Buon ascolto. Continua a leggere

Le storie della buonanotte per le Bambine Ribelli

Domani, 28 febbraio, arriva nelle librerie “Storie della buonanotte per bambine ribelli”, un libro scritto e prodotto da Francesca Cavallo ed Elena Favilli.

Il libro arriva adesso in Italia, ma è nato in America nel 2016 grazie ad una campagna di Crowdfunding. Le due autrici infatti si sono trasferite nel 2011 in California, dove hanno fondato Timbuktu Labs, una società specializzata in applicazioni per l’educazione dei bambini.

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Francesca Cavallo ed Elena Favilli nel 2011, mentre si preparano a trasferirsi in USA

Nel 2016 decidono di lanciare una raccolta fondi su Kickstarter, la principale piattaforma mondiale per il crowdfunding, per poter produrre e stampare un libro dal titolo Good Night Stories for Rebel Girls. Continua a leggere

Roba bella da leggere, ascoltare e guardare (#4)

Lista settimanale di roba bella che ho letto, podcast e video interessanti.

Don’t motivate your enemies

Dave Winer racconta di quando vide Obama nel 2011 prendere in giro Trump e pensò “Non motivare il tuo nemico”. Quando hai “sconfitto” qualcuno è sempre sbagliato infierire, non bisogna dare al tuo nemico le giuste motivazioni per rimettersi in piedi e tornare all’attacco più incazzato di prima. Bella osservazione applicabile anche alla politica italiana.

But I had a bad feeling. I had learned from years of conflict in business and tech, that you don’t want that last bit of victory, it always comes back to bite you. When you win, you want to be gracious, extend an olive branch, be big, even if inside you feel like taking the revenge that is yours.

Ulisse 31, episodio 1 (La prima puntata non si scord… eh?!?)

Alessandro Apreda racconta la prima puntata di uno dei miei cartoni animati preferiti.

Ma quanto ti piaceva Ulisse 31. Questa coproduzione nippo-gianfransuà con il charadesign del grande Shingo Araki, realizzata nell’81 e andata in onda da noi su Rai 1 l’anno dopo (in Giappone sarebbe arrivata solo molto più tardi, nell’88). Era, come lasciava intendere il titolo – in Francia Ulysse 31, con la Y, e in altri mercati Ulysses 31. Il titolo giapponese era 宇宙伝説ユリシーズ31, Uchū Densetsu Yurishīzu 31, cioè la leggenda dello spazio Ulisse 31 – una libera trasposizione fantascienza dell’Odissea, ambientata nel trentunesimo secolo. Un mix devastante per piccoli appassionati di mitologia già con il pallino per il fantascienzo come il qui presente, con episodi dai titoli super-evocativi come Chronos, Atlante, La rivolta di Lemnos, I lestrigoni e Cesarino il Gommista.

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Oggi nasce una criatura

Era un periodo felice per me. Con l’associazione che avevo aiutato a fondare avevamo pubblicato un bel libro di fumetti e racconti. A casa era appena arrivata la terza bimba. Il lavoro era pieno di soddisfazioni. Niente poteva andare storto.

Anche Flavio aveva da poco chiuso un progetto importante, aveva pubblicato il terzo volume degli Oschi Loschi, un trittico di libri che aveva creato e curato.

Perciò ci incontrammo e decidemmo di fare qualcosa insieme. Durante un paio di viaggi tra Benevento e la zona industriale di Napoli, parlammo di riviste online, di racconti e di illustrazioni.  Continua a leggere