auto nel parco

Criature – Terra e Fango (1 di 7)

criature

San Cupo ai Monti è un piccolo paesino della Campania. Non è vicino al mare, ma non è nemmeno in montagna. I suoi abitanti, i sancupesi, hanno la fama di essere schivi e perfino un po’ asociali. La verità è che quello che in molti scambiano per cattivo carattere, è una forma antica di orgoglio e amor proprio.

Per capire bene quale sia la mentalità di questa gente ci sono diverse storie che si potrebbero raccontare. Ad esempio c’è quella del ragazzo che scomparve negli anni 80.

Il ragazzo era figlio del barbiere del paese e nel locale del padre faceva il garzone. Tutti i maschi di San Cupo gli avevano elargito un po’ di mancia alla fine di una barba, di un taglio di capelli, di una passata di nero sull’argento di una tempia.

La storia di Giorgio, così si chiamava, iniziò quando durante un lunedì mattina, sfruttando il giorno di chiusura del locale paterno, decise di andare a cacciare funghi nel bosco. Non c’era molto altro da fare in paese, San Cupo non era troppo lontana dalle grandi città, ma era separata dal resto del mondo da decenni di evoluzione sociale. Discoteche, bar, pub e sale giochi erano lontani solo qualche decine di chilometri, ma separate da un abisso di diffidenza ed incomprensione. Al giovane Giorgio, per poter impiegare il tempo libero dei lunedì, non restava altro che inforcare un cestino di vimini e girare per i boschi alla ricerca di porcini e cantarelli.

Fu durante il percorso che lo portava verso i boschi, mentre camminava lungo la strada provinciale, che Giorgio perse l’uso delle gambe e cadde a terra.

Fu ritrovato da un contadino che passava di là col suo trattore. Quella fu l’ultima persona di San Cupo che vide Giorgio. Si seppe che il ragazzo fu portato in ospedale e da lì riportato a casa in paese. Dopo qualche giorno il padre tornò ad aprire la bottega e la madre si rivide in giro per il paese a far commissioni, come se nulla fosse successo. Giorgio era un argomento di cui entrambi non parlavano mai, si sapeva che il ragazzo era accudito con amorevoli cure a casa, ma nessuno ebbe più la possibilità di incontrarlo. Giorgio scomparve dal paese. Dopo qualche anno un silenzioso funerale portò finalmente Giorgio fuori di casa per restituirlo al ricordo commosso del paese.

Per chi vive fuori San Cupo il comportamento dei genitori di Giorgio potrebbe sembrare crudele e spietato, ma sarebbe sbagliato giudicare i due con il metro dei forestieri. A San Cupo nessuno parla mai delle proprie disgrazie, le difficoltà vanno nascoste agli altri, non bisogna mai chiedere aiuto. La vita a San Cupo è sempre stata dura, i sancupesi sono gente povera cresciuta combattendo con terre sterili e montagne aride. Qui bisogna farcela da soli, chi non ce la fa non è forte abbastanza. Se il buon Dio ti manda una disgrazia devi dimostrargli di essere in grado di affrontarla. Solo chi è forte abbastanza ce la fa da solo.

Non era cattiveria quella del barbiere e di sua moglie, era amore per il figlio, era rispetto.

Erano passati molti decenni dalla morte di Giorgio, anche il barbiere e sua moglie erano morti. San Cupo era cambiata, la modernità era arrivata perfino lì, ma lo spirito delle genti era sempre quello. Le radici delle persone erano ancora piantate tra le miniere abbandonate di Contrada Razzi e il vecchio palazzo degli Ortona nel centro della piazza.

Fu solo un caso perciò che la scomparsa dei bambini avvenisse proprio su quella statale dove Giorgio era caduto tanti anni prima. Chissà se almeno uno dei genitori dei tredici bimbi scomparsi se ne ricordò quando la polizia li chiamò per cercare di spiegare loro cosa fosse successo.

Fu per caso che su quella strada si incontrarono due storie tanto lontane, ma abbracciate da un comune dolore.

(Criature è un progetto di scrittura creativa a cui tutti possono partecipare. Criature ha una pagina Facebook e un account Twitter. Per partecipare è sufficiente mandare un messaggio e chiedere il manuale con le regole. Criature è un storia a puntate scritta e pubblicata da diversi autori che raccontano lo stesso evento che si svolge nel paese fittizio di San Cupo ai Monti. Per leggere i racconti di Criature è sufficiente seguire la pagina Facebook o l’account Twitter.)

Dan Harmon

[Persone Eccezionali] Dan Harmon

Adesso vi spiego perché dovreste tutti tenere d’occhio Dan Harmon.

La prima volta che  ho incontrato Dan Harmon era il 2008 e la moda della serie televisive non era ancora diventata mainstream. Da qualche parte vidi la locandina di questa nuova serie comedy e c’era Chavy Chase tra i protagonisti. Tanto bastò per farmi decidere di scaricare i primi episodi di Community.

Community cast

Chavy Chase e altri tizi

Bastarono pochi episodi e quella serie divenne una delle mie preferite. La storia si svolgeva all’interno di un campus di un’università pubblica dove studiavano i protagonisti della serie. Non è facile spiegare perché un concept così semplice abbia creato una serie tanto di culto. I personaggi sono tutti sopra le righe, le dinamiche tra di loro sono in un certo modo profonde, e ogni episodio è un racconto divertente e strutturato alla perfezione.

Per farvi capire di cosa parliamo ecco qualche esempio. Continua a leggere

Ron Howard nel primo GTA

Ron Howard è figlio d’arte. I genitori si conobbero e si sposarono durante una tournée. Dovettero aspettare che la compagnia si trovasse in una contea in cui fosse possibile sposarsi entro le 24 ore perché non restavano mai più di un giorno in uno stesso posto.

Rance Howard, papà di Ron, smise ben presto di recitare e si dedicò a curare la carriera di figli.

Ron Howard durante l'Andy Griffith Sho

Ron Howard durante l’Andy Griffith Show

Ron nel 1959, a soli 5 anni, ottenne la sua prima parte importante recitando in un episodio di Twilight Zone (per quelli giovani tra di voi, diciamo che era una specie di Black Mirror). Il successo arrivò un anno dopo quando il piccolo Ron entrò nel Andy Griffith Show. Nel 1973 partecipò ad American Graffiti di George Lucas, film che celebra i meravigliosi anni 50 che allora andavano tanto di moda in America (ogni decade ha il suo revival). Visto il successo di American Graffiti, il canale televisivo ABC decise di rimettere mano ad un vecchio progetto ambientato proprio nei giorni felici dei ’50. Un progetto che aveva proprio in Ron Howard il protagonista principale: Happy Days. Continua a leggere

Donald Trumo by Garry Trudeau

Analizzare Trump

La notizia della vittoria di Donald Trump per me è stata uno shock. E pensare che ci scherzavo e ci ridevo fino a qualche settimana fa. Ho seguito la campagna elettorale americana fin dalle primarie. Quest’anno grazie ai social network e a YouTube l’ho vissuto come se fossi là, quasi come quella volta nel 2012 quando mi guardai il confronto Palin vs Biden dalla camera di albergo a Sacramento.

Ammetto di averla presa male, ma dopo qualche giorno me ne sono fatta una ragione. Mi sono detto che in fondo la mia adorata America ha avuto Nixon e i Bush, ce la faranno a superare anche Trump.

Però la cosa che mi ha fatto davvero saltare in nervi sono stati i commenti di alcuni miei “amici” di Facebook, gente di “sinistra” che esultava per la vittoria di “Orange Hitler”, roba da far accapponare la pelle.

Sono davvero uscito fuori di testa su Facebook, ho inondato la mia timeline di post rabbiosi e indignati. Questa è una selezione del peggio che sono riuscito a produrre in questi giorni. La metto qua a futura memoria. Continua a leggere

movie from George Orwell 1984

Black Mirror e i morti viventi del Grande Fratello

Oggi vi racconto una storia che collega tutti questi eventi:

  • Il 19 settembre su Canale 5 é andata in onda la prima puntata del Grande Fratello VIP, la nuova edizione del programma che nel 2001 inventò il genere dei reality televisivi.
  • Il 26 settembre è stato celebrato il trentennale della nascita di Dylan Dog.
  • Il 21 ottobre la piattaforma di streaming Netflix ha pubblicato i sei episodi della terza stagione di Black Mirror.
  • Il 23 ottobre la rete televisiva AMC ha mandato in onda in America la prima puntata della settima stagione di The Walking Dead, il serial televisivo tratto dal fumetto ideato da Robert Kirkman per la Image.

Iniziamo dai morti viventi.

Gli “zombi” sono delle creature di fantasia originarie della cultura di Haiti. Copio e incollo da Wikipedia:

Nelle credenze popolari di Haiti, alcuni sacerdoti detti bokor sarebbero in grado di catturare una parte dell’anima di una persona detta piccolo angelo guardiano, producendo uno stato di letargia che rende come morto un essere vivente, e che anche anni dopo la sua sepoltura, essi siano in grado di riesumare il corpo rendendolo loro schiavo.

carl barks zombie

Carl Barks porta gli zombi a Paperopoli

Nel 1968 il regista George Romero (che dio lo protegga e lo preservi per altri cent’anni) partendo dalle leggende degli zombi, inventò il genere dei “morti viventi” dirigendo il film “Night of the Living Dead” (in Italia “La notte dei morti viventi”). Romero stabilisce con questo film tutte le regole che faranno il successo del genere “zombi”: gli umani assediati, il contagio, i morti viventi che mangiano gli umani. Oggi sono tutte cose che diamo per scontato, riconosciamo i meccanismi del gioco e sappiamo tutti come “funziona” uno zombi, ma tutto questo è nato nel 1968, prima di quel film non c’era nulla di tutto ciò. Continua a leggere

Alan Moore portrait

V. Verrà Vestendo Violenta Vendetta

Venerdì 4 novembre, alle 18:00, io e Alessio De Lillo racconteremo la vera storia di V for Vendetta. L’evento è organizzato dall’associazione BN.Comix e si svolgerà nell’aula magna del Liceo Classico “P. Giannone” di Benevento.

Finita la parte istituzionale posso adesso spiegarvi perché ho scritto questo post. V for Vendetta è il fumetto che ho letto più volte nella mia vita. Posseggo diverse edizioni dell’opera, da quella che uscì come allegato a Corto Maltese fino all’Absolute Edition in lingua inglese. Sono un fan sfegatato insomma.

Perciò avrei voluto passare ore e ore a raccontarne ogni singolo dettaglio, ogni vignetta e ogni dialogo. Ma io e Alessio abbiamo a disposizione novanta miseri minuti, perciò abbiamo dovuto tagliare un sacco di roba. Questo post raccoglie 5 di quelle cose tagliate e che se avessimo avuto un po’ più di tempo sarebbero entrati nella nostra presentazione. Continua a leggere

Primo giorno di scuola

C’era questa ragazzina, non avrà avuto nemmeno sedici anni, ha iniziato a correre lungo il marciapiede. Io ero in macchina fermo al semaforo e lei era di fronte a me che correva. Era uno scatto da centometrista, uno di quegli sforzi atletici in cui uno impegna tutte le proprie energie per raggiungere uno scopo ben preciso.

Fissava di fronte a sé il suo obiettivo e correva a lunghe falcate.

“Forse non vuole perdere l’autobus” ho pensato.

Sfruttando il rosso del semaforo in un paio di lunghi passi la ragazzina ha attraversato la strada. Ginocchi alti e testa china ha continuato a correre.
“Speriamo riesca a prendere l’autobus, poverina”

Dopodiché ha fatto due passi un po’ più corti, ha rallentato ed è saltata al collo di un ragazzino magro magro. Loro e i loro due zainetti si sono abbracciati per un’infinità.

Quando è scattato il verde io sono andato via e loro stavano ancora lì ad abbracciarsi.