3 argomentazioni che mi fanno incazzare

Sto cercando di migliorare la mia presenza online e perciò ho iniziato una dieta disintossicante. Ho staccato temporaneamente Facebook e Twitter, ma ho deciso di tenere aperte le applicazioni di messaggistica come WhatsApp, Messenger e Telegram.

E proprio ieri su Messenger sono incappato in una discussione (NdR. non sono “incappato”, me la sono andata a cercare) in cui uno degli amici in chat ha tirato fuori una delle argomentazioni che più mi fanno incazzare.

Ho pensato perciò di ispirarmi ad un post che fece un po’ di tempo fa Luca Sofri e fare una lista delle 3 argomentazioni che più mi fanno incazzare. La prossima volta che incapperò (NdR. che mi andrò a infilare) in una discussione online in cui salterà fuori una di queste argomentazioni, non farò altro che copiare e incollare il link a questo post e indicare il numero della argomentazione. Continua a leggere

Bikini e lo Zar, le più grandi bombe mai esplose

Nel luglio del 1945 gli Stati Uniti d’America riuscirono per la prima volta a far esplodere una bomba atomica. L’esplosione avvenne nel deserto del Nuovo Messico, la bomba si chiamava “The Gadget” e raggiunse una potenza di circa 20 Chilotoni.

Un Chilotone è una unità di misura che si usa per gli esplosivi. Un Chilotone equivale a circa 4 mila miliardi di Joule.

Wikipedia spiega che:

Ci si può fare un’idea di quanto sia un joule considerando che è circa pari al lavoro richiesto per sollevare una massa di 102 g (una piccola mela) per un metro, opponendosi alla forza di gravità terrestre.

Quindi 20 Chilotoni è l’energia necessaria a spostare di un metro una mela pesante 8 mila miliardi di kilogrammi (una mela grossa più o meno come uno dei satelliti di Giove).

Un Chilotone è anche la misura dell’energia sprigionata da mille tonnellate di tritolo. Nella foto sotto ci sono 47 Kilogrammi di Tritolo. Immaginate quella foto ripetuta 400 mila volte e avrete il tritolo necessario per arrivare a “The Gadget”.

(Tra parentesi, per avere un’idea di quante siano 400 mila foto considerate che se a casa avete un televisione HD, là ci sono “ben” 600 mila pixel).

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47 Kilogrammi di tritolo

Ad agosto dello stesso anno su Nagasaki e Hiroshima vennero fatte esplodere la seconda e la terza bomba atomica mai costruite. Su Hiroshima venne sganciata “Little Boy” da 16 Chilotoni e su Nagasaki arrivò “Fat Man” da 25 Chilotoni. Continua a leggere

Roba bella da leggere, ascoltare e guardare (#1)

Lista settimanale di roba bella che ho letto, podcast e video interessanti.

The Best Children’s Books of 2016

Una bella lista di libri in inglese per bambini. C’è roba davvero molto interessante, dal libro sulla morte ad una versione stilolissima di Pinocchio.

“To lament that we shall not be alive a hundred years hence, is the same folly as to be sorry we were not alive a hundred years ago.”

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Meme Economy

I meme hanno influenzato la campagna elettorale americana. I meme sono dovunque sui social media. I meme hanno anche un loro ciclo economico. (Io li odio i meme). Continua a leggere

7 cose che ho scoperto dopo 10 giorni senza Facebook e Twitter

Ciao, mi chiamo Antonio Furno e sono 10 giorni che non apro Facebook e Twitter.

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Sono ad un terzo del percorso e mi sembrava interessante raccontarvi alcune delle cose che ho scoperto.

1. La batteria del mio telefono dura più di 24 ore. Sono un felice possessore di un OnePlus One da oltre due anni. Prima di questa pausa dovevo ricaricare il telefono almeno una volta ogni 6 ore. Avevo punti di ricarica sparsi in diversi punti dell’ufficio e della casa per essere sicuro di avere sempre il telefono carico. Adesso posso resistere più di 24 senza alcun problema. Continua a leggere

Leggendo gli Eterni a 40 anni – Prima Parte

Ho già spiegato come sono arrivato a leggere gli Eterni a 40 anni. Commentando quel pezzo, il mio amico Nicola Sguera mi ha scritto un messaggio sulla “magia” della Marvel:

Essendoci arrivato da lettore “scafato” per te è difficile sicuramente coglierla. Ci volevano occhi bambini o adolescenti. Kirby e Lee hanno la potenza del “mito”. Senza di loro nulla sarebbe accaduto.

Forse Nicola ha ragione e la lettura in vecchiaia di queste storie non potrà mai dare le stesse sensazioni che lui e altri come lui hanno provato leggendo per la prima volta le storie di Kirby. Nonostante questo, e nonostante la mia diffidenza, devo dire che i primi numeri della saga mi hanno colpito e stupito.

Numero #1

Già l’inizio è stato una piacevole sorpresa.

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Hallelujah di Leonard Cohen è come un quadro di Cézanne

Ho già raccontato le storie dei primi tre episodi di Revisionist History, il podcast di Malcolm Gladwell. Gli episodi dal quattro al sei sono un po’ complessi e forse troppo legati alla cultura e alla politica americana, perciò ho deciso di saltare direttamente al settimo e di raccontarvi la nascita di Hallelujah di Leonard Cohen.

La storia di questo episodio serve a Gladwell per spiegare un ipotesi interessante sul tema della genialità e dello spirito creativo.

L’economista David W. Galenson nel suo libro Old Masters and Young Geniuses – The Two Life Cycles of Artistic Creativity ipotizza l’esistenza di due tipi diversi di geni creativi.

Da una parte ci sono le persone che iniziano a produrre opere artistiche fin da molto giovani, sono quelli che hanno un’idea in mente e con precisione e sicurezza la mettono subito in atto. Sono gli artisti che articolano un’idea, pianificano e agiscono con efficacia. Galenson li definisce gli “innovatori concettuali”. Picasso ad esempio era un innovatore concettuale.

Pablo Picasso è stato uno degli artisti più influenti di tutto il secolo scorso. A vent’anni Picasso aveva ben chiaro in mente una sua idea di arte e di espressività. Mise in atto subito queste sue idee, era sicuro di quello che voleva e non aveva dubbi.  Continua a leggere

Sandman e buon cibo

Con un po’ di ritardo ecco il post in cui raccolgo un po’ di materiale che ho usato per preparare l’ultimo serata organizzata dall’associazione BN.Comix – Per i fumetti nel Sannio.

Copio e incollo dal comunicato che abbiamo fatto circolare prima dell’evento:

Il personaggio di Gaiman è una delle vette raggiunte dal fumetto occidentale del secolo scorso. Sandman è un’opera che mescola cultura popolare e alta letteratura, e per questo è il perfetto punto di ingresso per chi non ha mai letto fumetti.
Le storie che verranno raccontate domenica 18 al Wapo Bar uniscono magia e storia, mettendo insieme Shakespeare, la mitologia greca, l’Inghilterra del ’400 e la Baghdad delle Mille e una notte. Antonio Furno, socio fondatore di BN.ComiX, guiderà il racconto usando i meravigliosi disegni tratti da Sandman e opera di maestri del fumetto del calibro di Charles Vess, Michael Zulli, P. Craig Russell.

Questa volta siamo riusciti a coinvolgere anche un vecchio amico, Antonio – GourMan – Medici.

Antonio Medici, in arte Gour Man, anche lui appassionato di Sandman, insieme allo staff del Wapo Bar, ha preparato il giusto accompagnamento culinario che renderà ancora più memorabile la serata. Medici spiega così il tema della serata: «Gustosi bocconcini tracceranno un percorso di sapori e sensazioni studiate per assecondare docilmente l’immersione nella dimensione fascinosa e colorata del sogno e delle storie di Sandman. Come nei sogni regnerà nel piatto confusione e semplicità».

Il manifesto della serata è opera di Marco Giammetti da un disegno di Ferdinando Silvestri. Continua a leggere

Mi prendo una pausa dai “social”

Domenica scorsa, mentre preparavo il caffè, mia moglie mi ha guardato e mi ha detto:

“Posso dirti un’idea che mi sono fatta?”

Io le ho risposto di sì e lei mi fa:

“Secondo me Facebook è morto”

Io ho fermato a mezz’aria il cucchiaino pieno di polvere di caffè e le ho detto che probabilmente aveva ragione. Lei mi ha sorriso e abbiamo continuato a preparare la colazione.

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Leggendo gli Eterni a 40 anni – Prologo

Jack Kirby è il re dei fumetti. O almeno così mi hanno sempre raccontato. Tutti, ma proprio tutti, mi hanno sempre detto che Jack – The King – Kirby è stato il più grande fumettista della storia.

Io da ragazzo ci ho provato a leggere le storie di The King, ma non mi piacevano. Le classificavo tra le storie “vecchie”, quelle di solito scritte da Stan Lee, quelle storie con tantissimo testo, dialoghi pomposi e pallosissime didascalie. Quei fumetti in cui ogni due pagine ci doveva essere un personaggio che faceva il riassunto di tutto quello che era successo.

Uomo Ragno: Avvoltoio, smettila di derubare quella banca. Stai commettendo un crimine.

Avvoltoio: Maledetto arrampicamuri!!! Ho commesso questo crimine per poter vendicarmi di quello che mi hai fatto due giorni fa.

Uomo Ragno: Intendi dire quando io e l’Uomo Torcia abbiamo scoperto che tu e Goblin stavate tramando per uccidere Capitan America, ma per fortuna siamo arrivati in tempo e vi abbiamo sconfitto usando l’arma segreta che ci ha dato Iron Man?

Avvoltoio: Sì.

Per me Jack Kirby rientrava in questo filone. Era un autore di storie classiche che io leggevo col solo scopo di completare la mia collezione, ma non perché mi piacessero.

Kirby aveva anche il grosso difetto di non disegnare “bene”.

(Calmi tutti, ho messo -bene- tra virgolette, adesso mi spiego meglio)

Degli autori “classici” del fumetto americano a me piacevano Gil Kane, John Romita, John Buscema, quelli delle belle anatomie, del tratto pulito.

Kirby mi sembrava troppo grezzo e impreciso. Avevo letto che aveva creato gran parte dei miei personaggi preferiti e gliene ero grato, ma quelle mani bitorzolute e quelle anatomie  sbagliate non facevano proprio per me.

[edit – 1/12/2017 – il mio amico Ferdinando Silvestri mi ha fatto notare che le antomie di Kiirby sono “Ipertrofiche sì, ma non direi sbagliate. C’è una deformazione delle proporzioni che vira quasi sul grottesco, però non ci sono “licenze” o “invenzioni” alla Rob Liefeld.” Ad esempio, commentando l’immagine di copertina di questo post: “Spalla montata bene e gomito di cui si intuisce la posizione. Lo giudico forse un po’ corto (e di conseguenza valuto che la ragazza non è molto alta), ma qui ritorna la questione delle proporzioni: Kirby non disegnava supereroi canonici (cioè con la testa che entra otto o nove volte nell’altezza del corpo)”]

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Eddie Murphy

[persone eccezionali] Eddie Murphy

Quando con gli amici si apriva una bottiglia di quelle potenti (un Latte di suocera oppure un Nocino dello zio) ci riempivamo i bicchieri, annusavamo perplessi e li alzavamo in aria:

“Addio mamma, se mai ce ne ho avuta una”

E poi tutto giù.

***

Seduti su un vecchio divano nella casa di campagna di un amico, bevendo birra, mentre il camino cacciava fumo e questo si mischiava al profumo delle sigarette. Si finiva sempre a parlare di ragazze e di sesso. Una manata sulla spalla, una di quelle che fanno rumore ma non fanno male, e poi si finiva a parlare di “regali uccelli”.

***

La mattina, quando ci si risvegliava insieme, c’era sempre quello che arrivava allegro e salutava con un “Buongiorno” che squillava. Dal tavolo dove gli altri già stavano bevendo il caffè partiva un:

“Vaffanculo”

A cui si rispondeva allargando le braccia e recitando:

“Sì, Sì! Vaffanculo anche a voi”

***

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Se cerchi “Una poltrona per due” su google esce questo

La settimana scorsa era Natale e come da tradizione Italia 1 ha trasmesso Una poltrona per due con Dan Aykroyd ed Eddie Murphy. La visione del film è diventata una tradizione natalizia per un certo tipo di telespettatori, quel misto di ventenni ironici e sarcastici figli di una cultura post-hipster (almeno mi auguro che sia una cultura che ci siamo lasciati alle spalle) e quarantenni che hanno fatto della nostalgia il loro unico passatempo.

A me però rattrista immensamente vedere che un gigante come Eddie Murphy oggi sia ricordato solo per questo stanco rituale collettivo (poi un giorno parleremo anche di quell’altro pezzo da novanta che è Dan Aykroyd). Continua a leggere