Oggi nasce una criatura

Era un periodo felice per me. Con l’associazione che avevo aiutato a fondare avevamo pubblicato un bel libro di fumetti e racconti. A casa era appena arrivata la terza bimba. Il lavoro era pieno di soddisfazioni. Niente poteva andare storto.

Anche Flavio aveva da poco chiuso un progetto importante, aveva pubblicato il terzo volume degli Oschi Loschi, un trittico di libri che aveva creato e curato.

Perciò ci incontrammo e decidemmo di fare qualcosa insieme. Durante un paio di viaggi tra Benevento e la zona industriale di Napoli, parlammo di riviste online, di racconti e di illustrazioni.  Continua a leggere

[persone eccezionali] Lawrence Kasdan

Ho un amico con cui condivido un account di Netflix. Abbiamo più o meno gli stessi gusti in fatto di film e serie TV, perciò ci scambiamo spesso dei suggerimenti. Domenica scorsa via WhatsApp mi ha mandato questi messaggi:

Acchiappasogni

Bello

Non conoscevo

Mentre cercavo il trailer su YouTube mi sono arrivati questi altri messaggi:

Ma questo è un filmone

Com’è che non ne avevamo mai sentito parlare?

Degno de La Cosa

Poi, dopo un minuto e trentotto secondi, ho capito perché l’Acchiappasogni era un “filmone”.

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Un marchio di qualità (quasi sempre)

 

Lawrence Kasdan ha iniziato la sua carriera nel mondo del cinema negli anni ’70 come sceneggiatore quando vendette alla Warner Bros una sceneggiatura dal titolo: The bodyguard. La Warner Bros ci mise un po’ di tempo a produrre quel film, nel 1992 alla fine ne uscì fuori un filmetto con Kevin Costner e Whitney Houston che divenne uno dei migliori incassi di quell’anno. Continua a leggere

Combo Man, il supereroe Marvel al sapore di pretzel e formaggio

Qualche giorno fa su Reddit mi è passata davanti la copertina di un fumetto Marvel di cui non avevo mai sentito parlare. La cosa mi è sembrata strana anche perché quel fumetto era stato pubblicato negli anni ’90 e io a quell’epoca leggevo ogni possibile schifezza pubblicata dalla casa delle idee. Ho fatto un po’ di ricerche e così ho scoperto la meravigliosa storia di Combo Man!

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Tutto nasce nel 1995 all’interno di una campagna pubblicitaria degli snack Combos, dei tubetti di pasta di Pretzel al cui centro c’è un cuore di saporito formaggio Cheddar.  Continua a leggere

Roba bella da leggere, ascoltare e guardare (#3)

Lista settimanale di roba bella che ho letto, podcast e video interessanti.

LA LEADERSHIP FRANCESE NELL’ANIMAZIONE EUROPEA

A casa siamo tutti dei grandi fan dei cartoni animati di origine francese.

Trent’anni dopo, a valle di successi mondiali come Arturo e i Minimei (trilogia di film diretti da Luc Besson), Oggy e i maledetti scarafaggi (diffusa in oltre 150 paesi e prodotta da Xilam) o Vita da giungla alla riscossa (prodotta da TAT, la cui prima stagione è stata distribuita in 180 Paesi e ha vinto un International Emmy nel 2014), la Francia ha riconquistato un peso e una forza, nel panorama dell’industria dell’animazione, tale da averla consolidata come il terzo attore mondiale e di gran lunga il leader continentale. Per produzione, consumi e, come è naturale che sia, per qualità dell’ambiente creativo. Un mondo fatto di scuole, una filiera ben integrata con i settori limitrofi del fumetto o dei videogiochi, e un’infrastruttura di leggi e politiche fiscali che ha funzionato – e continua a funzionare – come in pochi altri campi, nell’industria culturale europea.

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Gianfranco Goria: undici libri per conoscere Tintin

Un po’ di tempo fa raccontavo che ho iniziato a leggere fumetti francesi solo in vecchiaia. Adesso ad esempio sto leggendo per la prima volta tutta la saga di Tintin grazie alla collana che sta uscendo in edicola con la Gazzetta dello Sport e il Corriere della Sera. Questo pezzo di Gianfranco Goria uscito sullo Spazio Bianco è un’ottima guida per iniziare ad approcciarsi all’opera di Hergé.

Tintin è la più nota delle serie a fumetti create dal belga . Sul perché Tintin sia fondamentale nella storia del fumetto e sul perché l’opera di Hergé sia considerata un caposaldo della letteratura belga (e mondiale), sono stati versati davvero fiumi di inchiostro e di pixel.
Qui invece, ti mostro semplicemente qualcosa che vale la pena di leggere oggi, tra gli albi e i volumi su questo Classico, nonostante la serie sia chiusa da decenni ormai. Io stesso l’ho conosciuta solo negli anni Sessanta del secolo scorso, partendo dallo Scettro di Ottokar trovato per caso in un supermercato. Ero decisamente giovane, ma quella lettura (così diversa dagli altri miei amati fumetti, i Paperi di Carl Barks, le follie di Jacovitti, quel che c’era sul Corriere dei Piccoli) mi colpì tanto da farmi diventare un tintinologo, oltre che un tintinofilo, in un Paese (Italia) in cui questa serie non ha mai sfondato, per una serie di motivi storici su cui qui sorvolo.

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Minuti di Fisica

Minute Physics è una canale YouTube bellissimo che diffonde video dedicati alla spiegazione di fenomeni fisici. Ogni video dura circa un minuto. In un solo minuto vi spiegano concetti quali: i neutrini, la gravità, il principio di indeterminazione. Da poco è disponibile anche il canale ufficiale in italiano: Minuti di Fisica. Guardate che bello ad esempio il video che vi spiega perché il cielo di notte è scuro.

Le canzoni brevi di Francesco De Gregori

Di solito il mio cervello funziona per fissazioni. C’è un qualcosa su cui mi fisso per un certo periodo e passo settimane a girare attori a quel qualcosa.

Lo scorso Novembre ad esempio ho passato settimane a studiare V for Vendetta di Alan Moore. Qualche anno fa decisi di voler capire meglio la meccanica quantistica (non sto scherzando). Questa settimana sono rientrato nel tunnel di Francesco De Gregori.

Io adoro Francesco De Gregori, mi piacciono le sue canzoni, mi sta simpatico, mi esalto sempre quando lo vedo in concerto. Quando mi capita di cadere nel tunnel De Gregori passo le ore ad ascoltare le sue canzoni (e quando sono da solo le canto a squarciagola, uno spettacolo penoso).

Una delle caratteristiche della produzione di “Ciccio” è quella di aver spesso prodotto dei piccoli gioiellini nascosti tra le canzoni più note. Capita spesso, infatti, che nei suoi dischi ci siano delle canzoni apparentemente innocue, che però nascondono una bellezza che spesso viene oscurata dalle varie “donne cannoni” e “viva l’Italia”.

Un’altra cosa tipica di questi gioielli nascosti è la loro struttura. Sono spesso canzoni che durano meno dei canonici 3 minuti (il tempo tipico di una canzone pop o rock) e non hanno una struttura a ritornelli.

Quella che segue è una piccola rassegna di queste canzoni “brevi ma belle” di Francesco De Gregori. Per ogni canzone riporto anche il testo completo, perché secondo me sono molto belli e perché vale la pena leggerli prima di ascoltare la canzone.

Partiamo subito con una delle mie canzoni preferite in assoluto: Souvenir tratta dall’album Francesco De Gregori del 1974 (durata 2 minuti e un secondo).

Niente luna questa sera,
niente gatti sopra il tetto,
i miei sogni sono tutti rotolati sotto il letto
e nel buio con la lingua conto i denti che mi restano.
Domani che farò ragazza mia,dei tuoi pensieri magri?
Sul campanile nevica, d’accordo,
ma purtroppo ho solo una camicia
e francamente non mi basta
e faccio di mestiere il venditore di risate
al circo che si tiene il lunedì,
ragazza mia, ci andresti mai?
E intanto conto i denti però il conto non mi torna,
ce ne è uno che mi manca e
forse tu mi puoi aiutare.
Per caso, non l’hai mica ritrovato a casa tua?
Ero così distratto,
amore mio, quando ti ho morso il cuore.

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Si può far male ad un cane robot?

La Boston Dynamics è una società americana specializzata nella creazione di robot. La società nacque nel 1992 come spin-off del MIT, il Massachusetts Institute of Technology, uno delle più importanti università tecnologiche del mondo.

Nel 2013 la società venne acquistata da Google e ne fu messo a capo Andy Rubin, l’ingegnere che aveva creato il sistema operativo Android. Google acquistò la società per esplorare le possibilità di integrazione della tecnologia digitale con il mondo “reale”. Nel 2016, dopo una profonda ristrutturazione aziendale che ha portato alla nascita di Alphabet, i piani di Google per i suoi robot sono cambiati ed è stato annunciata la vendita di Boston Dynamics.

Ma come mai Google aveva sborsato 500 Milioni di Dollari per acquisire una piccola azienda di tecnologia americana che vendeva tecnologia all’esercito USA?

Perché i robot fatti a Boston sembrano usciti da un film di fantascienza.

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Welcome to the machine

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Leggendo gli Eterni a 40 anni – Seconda Parte

Ho già spiegato come sono arrivato a leggere gli Eterni a 40 anni.

Qua invece c’è la prima parte con il racconto dei primi tre numeri della serie.

Oggi invece parliamo dei numeri 4, 5 e 6.

Numero #4 – La notte dei demoni

Eravamo rimasti con i nostri eroi divisi tra New York e il Sud America. Questo quarto episodio si apre con una bella immagine di Ikaris che voleva tra i palazzi in fiamme di New York.

Pagina due e pagina tre, anche questa volta contengono una doppia splash-page molto bella.

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Proprio ieri mi è capitato di vedere un video di un canale YouTube che si chiama Strip Panel Naked e che analizza il funzionamento di alcune famose pagine a fumetti. Questo video, dicevo, era dedicato alle prime tre pagine di All Star Superman, la bellissima miniserie di Gran Morrison e Frank Quitely. Nel video veniva analizzata la sequenza di apertura della miniserie, con una prima pagina fatta di quattro vignette molto semplici e le pagine seguenti con una doppia splash page. Continua a leggere

Come si chiama?

Come si chiama quella cosa che capita quando sei al supermercato a fare la spesa, fuori è sera perché sei appena tornato dall’ufficio, spingi il carrello e guardi la lista della spesa sul telefono, e d’un tratto ti accorgi che dagli altoparlanti stanno trasmettendo la musica? Come si chiama quell’istinto che ti prende quando senti quella musica e ti prende la voglia di muoverti seguendo il tempo della canzone che stanno trasmettendo?

Come si chiama quell’istante esatto in cui il tuo corpo si accorge che c’è della musica nell’aria?

E come si chiama invece quella sensazione che si prova quando stai seduto sul divano a vedere un film e con te c’è una persona a cui vuoi bene (una figlia, una moglie, una mamma) e questa persona è catturata dal film e non si accorge di averti preso la mano, ma tu te ne accorgi, e lei inizia a giocare con una delle tue unghie come fosse la sua?

Come si chiama quel calore che senti dentro quando questa persona, per te tanto importante, inizia a usare la sua unghia per fare “tic tic” con la tua unghia?

Ma poi, che nome puoi dare a quel magone che provi quando incontri un amico che non vedevi da troppo tempo, una di quelle persone che per un certo periodo  è stata tanto importante, uno degli amici di una vita, perché ne avete passate tante assieme, e lo rivedi dopo tanti di quegli anni, magari è anche invecchiato e adesso ha i capelli bianchi, e vi guardate in faccia e lo sapete tutti e due a cosa state pensando (“Ma perché io e te non ci siamo più visti da tanto tempo?”), come si chiama quella gioia di rivedervi che si mescola al dolore per tutto quello che non avete fatto assieme?

Tu che ne sai più di me, dimmi, come le chiami queste cose?

Roba bella da leggere, ascoltare e guardare (#2)

Lista settimanale di roba bella che ho letto, podcast e video interessanti.

Vent’anni di MAME (1997-2017)

Sono passati già vent’anni dall’uscita del MAME, il più famoso emulatore di videogiochi della storia. Su Outcast, Andrea Babich celebra l’evento con una serie di articoli belli e commoventi. Qui c’è il secondo episodio.

Ma intanto, a guardare indietro, la cultura stessa del retrogaming come oggi lo conosciamo sarebbe molto, molto meno figosa se non ci fosse stato quel molosso di reference che è il MAME. Stuoli di sviluppatori indipendenti e pixel artist starebbero tutti a guardare il soffitto. Il NES avrebbe un’egemonia irrealistica – più di quanta non ne abbia comunque – e la generazione di mocciosi incollati agli schermi dei coin-op non avrebbe spazio di rappresentazione nel presente. Il MAME è il monolito che ci ricorda soprattutto quanto i videogiochi sapessero essere differenti tra loro, per temi e gameplay, in quell’epoca magica che precede l’omologazione consolistica operata da SEGA, Nintendo e poi Sony.

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Hm! – BANDE A PART(E) [capitolo 7]

Questa settimana è stato pubblicato su Fumettologica il settimo episodio delle “storie di fumetti e rivoluzioni marginali” di Boris Battaglia. Anche se non vi piacciono i fumetti, io vi consiglio di darci uno sguardo, non rimarrete delusi. Continua a leggere

Daughters, un altro gioiello di Bianca Bagnarelli

Shortbox è un servizio creato e gestito da Comics & Cola di Zainab Akhtar. Ogni 3/6 mesi Zainab Akhtar mette in vendita sul suo sito uno Shortbox, una scatola piena di fumetti e altre sorprese. Gli albi contenuti nella scatola sono opera di alcuni tra i fumettisti più interessanti della scena indie internazionale.

L’ultimo box è arrivato a casa questa settimana e tra i fumetti c’era  Daughters di Bianca Bagnarelli.

Di Bagnarelli  qualche anno fa avevo già recensito su Lo Spazio Bianco il suo primo albo da “solista”. In quel pezzo dicevo che:

è uno dei talenti più promettenti che il fumetto italiano abbia prodotto negli ultimi anni. Nel 2010 insieme a Lorenzo Ghetti, Mauro Nanfitò, Ugo Schiesaro e Andrea Settimo fonda la Delebile Edizioni, una piccola casa editrice che pubblica racconti brevi di autori italiani e internazionali. Le opere della Delebile si fanno subito notare per la loro originalità e per il respiro internazionale delle sue raccolte, insomma aria fresca che da tempo non si respirava in Italia.

Bianca Bagnarelli negli anni ha pubblicato per le principali riviste internazionali di fumetti: Kuš!, Ampel Magazine e infine, quest’anno [era il 2014], sul numero 8 di Nobrow con una storia dal titolo Say hi for me.

Io adoro i fumetti di Bianca Bagnarelli e finalmente, dopo qualche anno di silenzio, questa talentuosa autrice pubblicherà ben tre fumetti nel giro di pochi mesi: Daughters per Shortbox, Lupi e David per Delebile.

Daughters è un albo spillato di 28 pagine a colori. La storia è in puro stile Bagnarelli, un piccolo racconto fatto di dettagli minimi e di personaggi ricchi di umanità.

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personaggi umani

Questa volta, rispetto ai lavori precedenti, il colore sembra essere uno dei personaggi della storia. Anzi, diciamo meglio, non è il colore, è la luce del sole ad avere un ruolo importante nella storia.

La luce del sole che traspare dalle persiane, che attraversa le foglie di un albero e che arriva sui volti dei personaggi. La luce che cambia colore a seconda delle ore del giorno. La luce che chiude la storia.

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la luce del sole

Nonostante sia una racconto breve, la storia è raccontata con un livello di dettaglio e complessità che mi ha spinto ad una seconda lettura dopo aver finito l’albo. Un secondo giro per poter capire meglio.

E anche questa volta…

Una cosa che mi capita spesso con le storie brevi di  è terminare la lettura, chiudere l’albo, e restare con un profondo senso di commozione.

Merito anche di quel finale così etereo…

Un buon finale è merce rara, solo i grandi autori riescono a mantenere le premesse e le promesse di un racconto, e sono davvero in pochi quelli che riescono a rendere unico una storia breve grazie ad un finale poetico e commovente.

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tutto molto bello

Adesso non mi resta che aspettare l’arrivo di Lupi e poi di David, ma sarà un’attesa più breve del solito.

p.s. questo post è pubblicato durante i miei 30 giorni di #NoSocial30. Il post è stato pubblicato in automatico anche sui miei canali social, ma se vuoi lasciarmi un commento devi farlo qua sul mio blog.